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Il Reddito di Cittadinanza in Umbria

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Il Reddito di Cittadinanza è una misura presente nel nostro programma sin dalle politiche del 2013 ed è l’obiettivo di legislatura del  M5S.

Riteniamo che il Reddito di Cittadinanza, nella forma del reddito minimo garantito sia uno strumento costituzionalmente ed economicamente necessario per due ordini di ragioni.

Il primo è di natura sociale: poter condurre un’esistenza libera e dignitosa è un diritto di tutti, ed è un dovere della Repubblica garantire questo diritto.

Il secondo è di natura economica: riteniamo che mettere una capacità di spesa in mano a dei soggetti  che non né dispongono può avere effetti positivi per uscire dal circolo vizioso in cui si trova la nostra economia, in cui il calo dei fatturati determina licenziamenti che a loro volta continuano ad alimentare una spirale recessiva senza fine.

Ha iniziato anche la Grecia con un operazione pilota in 13 Comuni: un nucleo familiare con due minori beneficerà di un erogazione di circa 400 Euro.

Il Molise,  grazie ad una mozione del M5S, ha iniziato la sperimentazione del Reddito di Cittadinanza per cui beneficeranno circa 400 famiglie di un contributo di 350 Euro per 12 mesi.

Anche noi in Umbria abbiamo questo progetto: lo finanzieremo attraverso un adeguamento dei canoni concessori e la riduzione dei costi della politica, mettendo al primo posto l’abolizione immediata dei vitalizi e dei privilegi che sino ad ora sono stati concessi ai rappresentanti di tutte le forze politiche.

Abbiamo visionato il bilancio della Regione e siamo convinti che le coperture le riusciamo a trovare!

Alcuni esempi:

  1. La razionalizzazione delle spese per il conferimento di incarichi per gli uffici di supporto agli organi politici, che hanno comportato un notevole utilizzo di risorse pubbliche (parole della Corte dei Conti);
  2. Razionalizzazione delle spese di rappresentanza, per le quali sono state spese nel 2013 circa 2 milione di Euro, spesa che continua ad attestarsi su  livelli eccessivamente superiori a quelli stabiliti dal legislatore;
  3. Razionalizzazione delle spese per studi e consulenze, sulle quali la Corte ha dichiarato che la presenza di malfunzionamenti all’interno dell’apparato amministrativo dell’Ente, fa sorgere il dubbio che lo stesso Ente non abbia effettiva contezza   degli incarichi affidati e della spesa per essi sostenuta.

Sono parole pesanti quelle della Corte dei Conti!

Questo è l’impegno che noi ci prendiamo con i cittadini. Il 31 maggio la scelta sarà nelle vostre mani.