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La luce oltre il buio: nuove speranze per la cultura umbra

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foto di umbria jazz

Cosa sta succedendo alla cultura umbra in questa fase di transizione politica? Cosa sta lasciando l’uscente giunta regionale al futuro delle nuove generazioni? Oltre alla scarsa promozione di un patrimonio paesaggistico e monumentale ancora tutto da riscoprire e promuovere; oltre ai grandi eventi e alle istituzioni più strutturate, come Umbria Jazz ed il Teatro Stabile dell’Umbria, che da sole assorbono i tre quarti del bilancio dell’assessorato alla cultura, ma che poco lasciano dietro di sé in termini di ricaduta sulle realtà culturali locali; il panorama culturale umbro è desolante, fatta eccezione per alcune isole felici come la realtà folignate. Solo negli ultimi mesi festival giovani ed innovativi stanno rischiando la chiusura se non riusciranno ad elemosinare qualche finanziamento: è il caso del Rabbit Fest e del Retro Film Festival; ma lo stesso accade per compagnie teatrali o per musicisti ed artisti che sono costretti, spesso, a lasciare la nostra regione per cercare fortuna in Italia o all’estero.

Un patrimonio ricchissimo di professionisti della cultura da sempre abbandonato a se’ stesso e mai coinvolto in una progettualità condivisa e trasparente. E allo scadere della campagna elettorale il partito del governo uscente sembra non voler lasciar libero neanche un settore della società dai propri interessi di controllo; ed allora ecco che con slancio totalitarista degno del peggior MinCulPop, si appresta ad inaugurare la prima stagione di attività di un nuovo ente culturale in salsa PD: la Fondazione Sergio per la Musica.

Meno di un anno è passato dalla dolorosa scomparsa di Sergio Piazzoli, lo storico organizzatore di eventi, che per decenni ci ha concesso il sogno di un’Umbria libera dal provincialismo culturale ed aperta al mondo, e in meno di un anno la nuova Fondazione sembra essere già divenuta sufficientemente matura per imporsi agli interessi del pubblico umbro con una direzione artistica di altissimo livello ed un nuovo evento all’Isola Maggiore, competitore del tradizionale Music for Sunset che lo stesso Piazzoli aveva avviato, ormai da qualche anno.

Un successo clamoroso se fosse frutto di un’operazione spontanea della cittadinanza o di una nuova realtà imprenditoriale. Basta dare uno sguardo ai soci fondatori della Fondazione per capire quanto profonde siano le radici politiche di questi interessi. Le “giuste premesse” per navigare a vele spiegate e vento in poppa in un settore nel quale negli ultimi anni Piazzoli stesso ha dovuto riscontrare non poche difficoltà, e porte chiuse in faccia, che hanno decretato, tra l’altro, la fine di quelle attività storiche o innovative portate avanti con fatica: come è avvenuto per Rock in Umbria e la stagione per la Canzone d’autore.

In tutto ciò, restano comunque, ed è questa la questione vera e preoccupante, delle perplessità sul presente, che il M5S porterà a chiarimento fuori e dentro il palazzo regionale, soprattutto riguardo ai procedimenti e modalità di individuazione degli operatori, artisti e soggetti che risultano più di altri meritare l’attenzione ed il sostegno, anche solo “morale” ed infrastrutturale della Regione.

Bisogna riprendere a considerare la cultura e la valorizzazione del patrimonio culturale come un reale asset di sviluppo economico, al pari del turismo, sui cui con determinazione puntare per superare la stretta economica di questi ultimi anni.

La cultura umbra ha bisogno di poche qualità per poter decollare e diventare competitiva: trasparenza nei bandi e nei finanziamenti; circuitazione delle competenze in eventi e residenze artistiche; sostegno strutturale ai progetti innovativi delle giovani realtà; una reale, tracciabile e percepibile ricaduta diretta dei grandi eventi e dei maggiori enti culturali sulle realtà e comunità locali.

Ed in ultimo, ma non ultimo, una progettualità trasparente, democratica e partecipata attraverso la costituzione di una Consulta regionale degli artisti al fine di costruire e definire un vero progetto partecipato sulla cultura e distretto culturale Umbria.