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Idroelettrico: quei 110 milioni/anno siano degli umbri

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canoni idroelettrici multinazionali

Almeno 110 milioni di euro netti ogni anno: la nostra acqua scorre per la gioia di multinazionali che alla fine guadagnano miliardi, dando niente ai territori. Così deve essere la vita? Affatto: quei soldi sono interamente degli umbri. E qui dovranno tornare.

La Regione dell’Umbria, invece, lascia queste immense risorse nelle tasche delle corporation: che abbiano poi base a Cruccolandia o in Italia, nulla cambia.

Infatti tanti Comuni della Valnerina, Terni, Narni, Baschi, numerosi altri territorialmente interessati dalla presenza di centrali di c.d. grande derivazione, da sempre non vedono una lira.

Abbiamo il petrolio in casa, ma è come se la Regione, competente al rilascio delle concessioni, lo regalasse, come fino a 40 anni fa accadeva a beneficio delle Sette sorelle: per questo il Movimento 5 Stelle dell’Umbria presenterà nei prossimi giorni una proposta di legge per stravolgere la normativa in vigore, che sembra stata scritta non da una libera Assemblea legislativa, ma dagli stessi operatori dell’idroelettrico e della loro potente lobby:

1)     massima tassazione ai titolari di grandi concessioni idroelettriche, un livello equiparato a quello dell’Abruzzo, Regione benchmark per entrate annue;

2)     l’assegnazione dell’80% degli introiti dei canoni ai Comuni interessati dagli impianti;

3)     ricalcolo dei canoni sulla base della potenza efficiente dell’impianto e non più su quella nominale, ferma a 70 anni fa;

4)     ricalcolo dei canoni per intervenute variazioni di bacino e/o di altra natura che abbiano comportato maggiore produzione e quindi canoni mai riscossi;

5)     controlli rigorosi sull’effettivo incasso da parte degli Enti Locali dei c.d. sovracanoni rivieraschi e derivanti dal BIM, Bacino imbrifero montano;

6)     per lo speciale sito delle Marmore, riapertura obbligata giornaliera della Cascata quale sito naturalistico bimillenario e vincolato, con mera riduzione di portata;

7)     imposizione di presenza sul territorio umbro della sede legale e della direzione di produzione tecnico/amministrativa/finanziaria dei concessionari idroelettrici.

 

Il M5S chiede infine che l’Umbria solleciti il Governo italiano a gare per le concessioni, come chiesto dall’Europa a totale vantaggio dei territori: a Bolzano sono state un successo.

Frattanto le municipalizzate umbre, con una governance adeguata, si preparino a cogestire l’idroelettrico, come accade altrove: basta alla politica di rapina delle multinazionali

 

Andrea Liberati – M5S Regione Umbria