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Stazione Medioetruria: marchette per i cementieri

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Entriamo oggi nel merito della possibile realizzazione della stazione dell’alta velocità ferroviaria ‘Medioetruria’ che presumibilmente dovrebbe risolvere l’annoso gap ferroviario umbro collegando il nord della regione alla tratta dell’alta velocità Roma-Firenze.

Rileviamo che in assenza del minimo dibattito, in una cornice di lavori mai conclusi tra Spoleto e Campello, nonché di sistematici disagi per i pendolari umbri, si insiste con una costosissima operazione a perdere non dissimile da quella perseguita, in altri tempi e modi, con il Minimetro. Pertanto, in vista dell’imminente esame del Piano trasporti regionale, il MoVimento 5 Stelle chiede con una mozione all’Assemblea legislativa di pronunciarsi contro quella che viene definita ennesima depredazione di risorse pubbliche, cogliendo piuttosto opportunità già esistenti grazie al combinato disposto dello spirito visionario pentastellato unito alle felici intuizioni dell’Italia di 40 anni fa.

Non si comprende il senso economico e logistico della stazione ‘Medioetruria’, tanto più per le nostre comunità, se non come riproposizione del famigerato binomio cemento & partiti. Gli stessi esperti dell’Università di Perugia contestano l’utilità di costruire oggi tale stazione AV ex novo, con spese proibitive e facendovi oltretutto fermare sì e no due o tre treni veloci al giorno, come da progetto e come, già accade presso la stazione intermedia Mediopadana, peraltro raccogliendo con ogni probabilità quattro gatti come passeggeri. Va ricordato che, non a caso, 40 anni fa vennero progettate e realizzate, proprio sulla prima linea ad Alta velocità d’Italia, la Roma-Firenze, le interconnessioni di Chiusi e Arezzo (due delle cinque esistenti con Orte, Orvieto e Valdarno): tali interconnessioni rappresentano tuttora delle fermate intermedie eventualmente utili a intercettare maggiore utenza nei collegamenti veloci.

Questa storia sa dunque di ritorno a un marchettificio che credevamo superato e che invece è iscritto nel DNA dei vecchi partiti. Una marchetta politica resa ai cementieri di turno, da tempo orfani di opere faraoniche. Non traspare pertanto alcuna utilità: dietro la prosopopea del nome ‘Medioetruria’ si nasconde l’ennesima sprecopoli, regolarmente caldeggiata da vecchia e nuova giunta Marini. Una proposta che non serve affatto a Perugia, viste anche le distanze in gioco. Il MoVimento 5 Stelle col deputato Filippo Gallinella e dopo un confronto coi tecnici della Rete ferroviaria italiana (RFI) e coi comitati pendolari, ha viceversa già in tasca la soluzione a costo zero per velocizzare i collegamenti con Roma e, soprattutto, Milano.

Si partirebbe con almeno una coppia di treni Frecciabianca o Frecciargento, da Roma alle 6.10, poi a Terni alle 7,05, a Spoleto e Foligno pochi minuti dopo, a Perugia alle 8,30, a Firenze alle 10,00, a Bologna alle 10,40, con arrivo a Milano alle 11,45. Lo stesso ripartirebbe da Milano alle 17.00, a Bologna alle 18,20, a Firenze alle 19, a Perugia alle 20,33; quindi a Foligno e Spoleto, poi a Terni 21,53, con arrivo a Roma alle 22,35. Col progetto M5S, presentato la scorsa primavera, Perugia è a Milano direttamente e in poco più di tre ore, molto meno di quanto si impiegherebbe per arrivare all’improbabile stazione ‘Medioetruria’, almeno 50 chilometri dal capoluogo, aspettando poi un raro treno AV.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale