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Deficit regione Umbria, tutta la verità.

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deficit umbria
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La vicenda sulla quale stiamo da giorni indagando, riguardante la manipolazione dei bilanci regionali, scoperta e descritta dalla Corte costituzionale nella recente sentenza 181/2015, si sta trasformando in un vero e proprio romanzo giallo.

Pochi giorni fa abbiamo analizzato la sconvolgente scoperta della Corte costituzionale, su ricorso della Corte dei conti, circa l’enorme alterazione di bilancio realizzata dalla Regione Piemonte, in palese violazione del Decreto-legge 35/2013.

I “maghi contabili” della Regione Piemonte infatti hanno preso a prestito dallo Stato 2,5 miliardi di euro e invece di utilizzare queste somme per ripagare i debiti che avevano verso tante imprese, già strozzate dalla crisi (e che spesso falliscono proprio a causa delle Pubbliche amministrazioni che non pagano i loro debiti) l’hanno utilizzate per aumentare la spesa e far apparire più basso il deficit, violando così quanto stabilito dal citato decreto.

Il timore che ha sfiorato la mente di noi consiglieri del MoVimento 5 Stelle, era che anche la Regione Umbria avesse potuto cedere a questa tentazione, visto anche il bassissimo livello di trasparenza dei rendiconti, denunciato invano da anni dalla stessa Corte dei conti, ma che continua a trovare la strenua resistenza delle varie Giunte che si succedono.

In occasione della seduta del 27 agosto della I Commissione permanente, l’assessore Barberini e il Direttore regionale delle Risorse finanzarie Antonelli sono stati auditi dai consiglieri membri della commissione stessa in merito all’utilizzo dei circa 30 milioni di euro che la Regione Umbria ha ricevuto dallo Stato nell’ambito del citato d.lgs. 35/2013, e questi hanno rassicurato che tutto è stato fatto secondo legge, ossia che con quei circa 30 milioni la Regione Umbria non ci ha sicuramente finanziato spese correnti.

Ieri mattina arriva il colpo di scena: Il Corriere della Sera scrive che “La Ragioneria e il Tesoro cercano il modo di sterilizzare almeno una parte dell’enorme disavanzo che sta emergendo.
I fondi dello Stato sembra siano serviti per pagare anche dei debiti fuori bilancio, ed in alcuni casi, invece di essere compensati per cassa con i pagamenti, sono finiti nei bilanci di competenza, gonfiando la capacità di spesa delle Regioni”.

L’articolo in oggetto indica le somme lorde che ogni Regione ha preso a prestito dallo Stato, e che sono solo potenziali deficit aggiuntivi delle Regioni. In sostanza, l’autore dell’articolo traccia un “quadro generale” nell’ipotesi che tutte le Regioni abbiano violato la legge come ha fatto il Piemonte, l’unica Regione per la quale la violazione è stata confermata ed i bilanci invalidati in applicazione della sentenza della Corte costituzionale.

A fronte di ciò si è creata un po’ di confusione al seguito di alcuni articoli comparsi sulla stampa locale sul fatto che la regione Umbria avesse il secondo deficit più basso d’Italia
Affermazione di per sé errata perché NON è assolutamente vero che l’Umbria ha il secondo deficit più basso d’Italia, ma semplicemente, come spiegato prima, nel “quadro generale” tracciato nell’articolo del Corriere della Sera, l’Umbria ha preso a prestito dallo Stato meno denaro delle altre regioni, il che, comunque, di per sé non certifica che non abbia utilizzato tale denaro in violazione di legge. A dichiarare che così non è stato ci sono sinora solo le affermazioni della Giunta e la mancanza di un esplicito rilievo da parte degli organi di controllo, per la verità un po’ pochino in un contesto di diffusa opacità dei dati forniti dall’amministrazione umbra.

Il vero dato sull’indebitameno complessivo e la conseguente capacità di spesa della Regione Umbria, senza tirare in ballo la nebbiosa situazione dei contratti derivati, ce lo fornisce, come sempre, la Corte dei conti nella relazione al giudizio di parifica del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2014: nel 2014 i debiti per mutui e prestiti della Regione Umbria sono passati, in un solo anno, da 457.866.827 € a 539.980.808 €, con un aumento quindi dell’indebitamento di 82.113.981 €, pari al 17,93%.  Se considerassimo anche i trasferimenti indicati, si arriverebbe ad un incremento del 19,78%! Alla faccia del “rilancio” e delle “risorse che si sbloccano”!

La Presidente Marini venga direttamente in Aula a sciogliere i nodi delle contraddizioni e delle gravi leggerezze che stiamo evidenziando sin dall’inizio di questa Legislatura in tema di bilancio. Anche in Umbria grazie al M5S il tempo dei giochi di prestigio è finito!

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S, Consiglio regionale