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Discarica scorie: Thyssen acquista tempo, autorità intervengano

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veloci nel licenziare lenti nel rispetto delle regole

Nel Paese di Pulcinella si possono presentare progetti interessanti –indispensabili- ma con un cronoprogramma assurdo e tale da aggirare le prescrizioni di legge, vanificando sforzi solo apparentemente volti al rispetto di standard ambientali minimi.

Parliamo ancora una volta di una Thyssen Krupp che agisce come fosse sui iuris. E che conseguentemente prosegue tuttora nel prender tempo sulla questione del recupero delle scorie per AST a Terni: addirittura altri due anni, ma molto più probabilmente tre o quattro. L’AIA prevedeva che il riciclo dovesse essere avviato sin dal 2012. Siamo a tre anni di ritardo, altri se ne aggiungeranno: in un Paese normale sarebbe bastato questo per intervenire con forza.

Poiché le normative devono essere rispettate dalla generalità, grandi multinazionali incluse, il Movimento 5 Stelle esige dalle Autorità competenti comportamenti tesi a far rispettare con rigore le regole e non solo alla luce delle singolari lentezze sin qui registrate, ma anche considerando la diffusa contaminazione da metalli pesanti che la discarica industriale di Valle (Terni) sta cedendo non da oggi. Ricordo al riguardo che mercoledì prossimo, 9 settembre, ci sarà una nuova Conferenza dei Servizi al Ministero dell’Ambiente dove, con ogni probabilità, si ribadirà la gravità di una situazione che altrove avrebbe doverosamente già condotto il management alla sbarra.

Dunque la dottoressa Morselli, così solerte nel licenziare centinaia di persone, applichi cortesemente alla materia in questione quella stessa sollecitudine di cui è ben capace: la conversione ‘sostenibile’ della Thyssen rappresenta anche l’unica via per abbracciare il futuro e generare centinaia di posti di lavoro, restituendo valore a un’azienda i cui impianti vanno ambientalizzati con urgenza, come dimostra, ad esempio, la quotidiana e indegna cromatura cui lavoratori e cittadini sono sottoposti loro malgrado.

Quanto poi ai soggetti scelti da Thyssen per l’annunciato ‘comitato di vigilanza’ sul (lontanissimo) bando scorie, sarebbe bene riflettere su chi poco o nulla ha detto e fatto sull’argomento in questi anni, frenato da non si sa bene quale interesse: il sindaco di Terni, ad esempio, distante dal riconoscere quanto sia cruciale tale problematica per la sopravvivenza economica della stessa AST; per finire con l’Università di Perugia, che va aiutata a cambiare, perché troppo troppo a lungo afona sull’argomento.

Nell’assenza di una politica nazionale che ha da tempo abbandonato la Conca e l’Umbria, riscontriamo così i soliti giochini volti a guadagnare tempo, magari vendendo frattanto AST: un deja vu che, assieme a Pulcinella, respingiamo decisamente al mittente. I tedeschi pertanto provvedano subito, come farebbero in casa propria: non domani, ma ieri