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Mura di Amelia: mero stralcio funzionale

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Il MoVimento 5 Stelle a fronte delle strombazzanti veline comparse sulla stampa, riguardo l’arrivo di una nuova tranche di finanziamenti per il consolidamento parziale di alcuni tratti della cinta muraria di Amelia e l’eliminazione della copertura in ferro, sottolinea alcuni aspetti legati alla vicenda.

Le Soprintendenze delle Belle Arti e del Paesaggio e Archeologica dell’Umbria hanno imposto prescrizioni sostanziali e di competenza in merito al progetto sottolineando che la titolarità dello stesso non può essere degli attuali incaricati.

La ricostruzione delle Mura, nonostante l’ennesima pioggia di denaro pubblico è ulteriormente rinviata sine die, infatti siamo di fronte non ad un progetto di restauro ma ad un mero stralcio funzionale riguardante la stabilizzazione di porzioni di mura tramite tiranti metallici. Operazione questa che solleva molti dubbi di carattere tecnico comportando l’irrigidimento delle strutture stesse potendo così minarne la stabilità in caso di sollecitazioni, ma anche archeologico di compatibilità estetica con le strutture e filologico con le antiche tecniche di costruzione così come messo in evidenza dal parere della Soprintendenza Archeologica.

Lo stralcio oltre che ignorare l’obiettivo della ricostruzione rischia di mancare anche quello della stabilizzazione, visto che non prende minimamente in considerazione i rilevantissimi costi di scavo (volumi di terra  di mc 2.500-3000 circa) derivanti dal posizionamento dei 56 tiranti ad una profondità di tre/quattro metri, che non potrà essere fatta con mezzi meccanici ma dovrà, ad insindacabile giudizio dell’archeologo, seguire se necessario le tecniche dello scavo stratigrafico così come espresso dalla Soprintendenza Archeologica stessa. Scavo che anche durante la conferenza dei servizi aveva lasciato qualche dubbio perché non erano stati forniti elementi ad esempio riguardo la stabilità del manufatto durante questi scavi.

Si corre il rischio quindi di incorrere nell’ennesima beffa di questa vicenda ed un’ulteriore opera pubblica incompiuta ad Amelia quando invece con questi soldi e i 300 mila euro l’anno che dal 2011 Il MIBACT ha stanziato ma non ancora erogato per le Mura, si potrebbe realizzare il ripristino delle stesse, degli orti, la regolamentazione delle acque di risulta e la copertura delle emergenze archeologiche individuate.

Appare ancora più amaro a questo punto quanto emerso dall’ultima conferenza dei servizi durante la quale si è parlato chiaramente di futuro incerto per la ricostruzione delle mura con un destino ancora tutto da scrivere.

Stefano Lucidi, Portavoce M5S Senato
Meetup Amelia 5 Stelle