Home Ambiente Acqua Pubblica Polo idroelettrico di Terni: riprendiamoci le nostre centrali.

Polo idroelettrico di Terni: riprendiamoci le nostre centrali.

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Ci mancherebbe che, con 110 milioni annui di rendita idroelettrica, “I livelli occupazionali” non siano mantenuti!
Le puerili rassicurazioni odierne della Erg, dopo l’acquisizione del polo idroelettrico ex ENEL-ELETTROGEN-ENDESA-E.ON, vanno dunque respinte al mittente: la Regione Umbria, titolare del demanio idrico, si muova e faccia subito pagare alla multinazionale quel che deve, calcolando i canoni sulla potenza efficiente e non più su quella nominale, come accade in Abruzzo.
E applichi loro un extracanone, poiché le gare per la concessione -che l’Europa impone da tempo- in Italia continuano a non svolgersi, in danno delle casse pubbliche. Padroni in casa nostra!
Nel frattempo enormi utili, ogni anno, vengono generati e garantiti ai concessionari di turno grazie al bacino idrografico più ricco a sud del fiume Po, quello Nera-Velino-Salto-Turano: una ciclopica rendita dinanzi alla quale le dichiarazioni rilasciate oggi dall’azienda sulla tutela dei lavoratori hanno un sapore ludico.
Ma chi credete di prendere in giro, signori delle corporation?
Pensate di poter proseguire nel restituire alla generalità le briciole di quanto è già nostro?
Ci pensiamo noi ai lavoratori: il M5S esige che si svolgano rapidamente le gare, sottraendo le concessioni a simili speculazioni, imponendo nei bandi clausole cogenti sui livelli occupazionali.
E che possano partecipare le aziende elettriche territoriali: riprendiamoci quanto prima le nostre centrali, come altri hanno già fatto in Nord Italia, espungendo queste multinazionali, con sommo vantaggio per le comunità locali.
La Erg, come altri, ha scelto l’Umbria, perché dotata di un polo idroelettrico che è un’autentica gallina dalle uova d’oro.
Però è finita da un pezzo la stagione delle furbate finanzarie sui nostri beni comuni: adesso ripristineremo una severa fiscalità, il rispetto della legge e soprattutto il buon senso.
Il concedente -la Regione Umbria- non può certo proseguire con la politica stracciona di sempre soltanto per far arricchire il concessionario di turno: riprendiamoci l’acqua. E’ il nostro petrolio
Andrea Liberati -M5S Regione Umbria