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Tutela “corpo idrico” Timia-Teverone-Marroggia

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Nel Piano di tutela delle acque 2014-2020 predisposto dalla Regione Umbria il corpo idrico Timia-Teverone-Marroggia è stato declassato da “perenne” (tipo 13SS2T) a “intermittente” (tipo 13IN7T), in quanto, si legge “ha presentato carattere intermittente in tutti i campionamenti effettuati”. Questo declassamento ha avuto l’effetto di consentire livelli di inquinamento e carica batterica delle acque superiori rispetto a quelli consentiti per i corsi d’acqua perenni, una classificazione che, come per magia, risolve il problema.

Già l’ARPA ha rilevato il superamento delle soglie minime di Escherichia Coli batterio di origine fecale (localizzato nei pressi degli scarichi di depuratori), che in alcuni casi superava anche di 60 volte il limite di emissione per gli scarichi in acque superficiali, di idrocarburi pesanti e zinco nelle acque interstiziali. La stessa ARPA aveva rilevato nella zona le potenziali fonti inquinanti in numerosi scarichi di depuratori e di imprese industriali: il depuratore di S.M. Pietra Rossa, lo scolmatore della rete fognaria di Spoleto, lo scarico di Umbria Olii e il depuratore di Campello, il depuratore di Casone (operato dalla VUS).

Al di là dei tecnicismi e delle definizioni, abbiamo presentato una interrogazione il 18 ottobre 2015, ricordando l’allarmante inquinamento delle acque del reticolo idrografico, evidente non solo dalle analisi, ma anche dalla evidente moria di pesce, dal colore nero delle acque e dall’odore putrido che ne fuoriesce, un paesaggio che ricorda le periferie industriali cinesi piuttosto che la campagna di un Paese civile.

Questo quadro è purtroppo evidente da anni e rileviamo con piacere che anche la maggioranza, proponente la mozione dello scorso martedì sul tema, se ne è accorta. Non possiamo non rilevare l’incoerenza di sollecitare interventi della Giunta da parte di consiglieri che erano essi stessi membri della precedente Giunta, la quale, oggettivamente non era riuscita ad arginare il fenomeno (come dimostrano le immagini uscite sui giornali questa estate, a distanza di anni dalle rilevazioni ARPA) e non possiamo non evidenziare che tutti gli accorgimenti e i buoni propositi sottolineati e tanto sbandierati nella mozione Rometti-Biancarelli sono già contenuti nel Piano di Tutela delle Acque allegato alla Delibera della Giunta Regionale n° 674 del 21 maggio 2015.

Tantopiù incoerente appare voler far apparire l’astensione del MoVimento 5 Stelle sulla mozione Rometti-Biancarelli come un nostro disinteresse sul tema, che invece denunciamo da mesi, come dimostra l’interrogazione di ottobre.

Oltre che individuare ed eliminare le singole fonti di inquinamento lungo i corsi d’acqua, un intervento fondamentale consiste nel garantire il deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua del corpo idrico Timia-Teverone-Marroggia, così da salvaguardare il suo ecosistema.

Ci auguriamo che questa mozione non sia una delle numerose opere di slogan di partito e si concretizzerà in un reale intervento della Giunta PD per risolvere definitivamente questa vergogna. Ma sono anni, come dimostrano numerosi articoli, che membri di questa e della precedente Giunta fanno proclami, ripresi entusiasticamente dai giornali locali, di “fermare definitivamente l’inquinamento dei fiumi”. Non bastano le parole a ridurre l’inquinamento e la situazione è anche emergenziale. Speriamo che questa sia la volta buona, ma fino ad ora abbiamo assistito solo a proclami.

Fermo restando il nostro supporto a reali interventi di miglioramento a vantaggio della cittadinanza di quelle zone, al di là delle logiche di partito, vigileremo affinché alle parole seguano i fatti e, se necessario, ci attiveremo con iniziative autonome. Ovviamente saremmo ben felici se il contenuto della mozione verrà realmente posto in essere dalla Giunta, pertanto annunciamo che vigileremo sugli interventi della Giunta e con proposte concrete per eliminare questa gravissima situazione.

Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S
Consiglio regionale Umbria