Home _In evidenza Caso Rocchetta: svendesi acque minerali

Caso Rocchetta: svendesi acque minerali

400
0
SHARE

Quanta sollecitudine da parte della Regione nello svendere i nostri beni comuni!

Un cittadino ‘normale’ impiega mesi e anni per farsi ascoltare da questa classe politica; trova invece immediata accoglienza una multinazionale che intende sottrarre per altri decenni una risorsa pubblica, pagandola un’inezia, ma conseguendo guadagni elevatissimi, spesso trasferiti altrove, con un notevole incremento dell’attingimento fino a 25 lt/sec: è questa la Regione dell’Umbria, suppostamente di sinistra e creduta vicina al popolo. Millantato credito politico e valoriale.

Invece quello della sinistra è un marchio che la Regione ha scippato alla storia patria per fare altro, essendo un ente trasformato da decenni nel retrobottega di influenti poteri economici, come dimostrano le clamorose vertenze aperte nei territori soprattutto nel rapporto con le multinazionali. L’interesse delle comunità è diffusamente tradito.

In questo quadro di grave scadimento politico e morale prosegue l’ipersfruttamento dell’acqua minerale di Gualdo Tadino  Comune che in decenni di prelievi ha guadagnato la bellezza di € 15.000 (quindicimila), mentre le multinazionali hanno messo in cascina i fantastiliardi! I politici trattano i cittadini umbri come forse costoro farebbero con dei poveri straccioni.

L’acqua minerale di Gualdo Tadino, ricchezza del territorio e della comunità, ancora una volta è dunque ridotta a merce di scambio. Come denunciato più volte dal M5S in Comune e Regione, è bastata una determinazione dirigenziale – senza alcuna democratica discussione in Aula – a prorogare e la concessione idrica alla multinazionale. Un saccheggio senza fine.

Risultano altresì ridicoli gli obblighi elencati nella predetta determina, bellamente ignorati negli ultimi 20 anni, al punto da far scomparire il fiume Feo dal territorio gualdese, inghiottito dall’avidità di taluni protagonisti e di distratti controllori.
Non solo. Il Comune di Gualdo Tadino, oltre a non ottenere vantaggi ambientali o economici, dovrà anche “normare e limitare” gli spontanei e secolari attingimenti da parte dei cittadini alle fonti, mentre Rocchetta SpA continuerà indisturbata a privarci della nostra linfa vitale.
Obblighi di legge e buonsenso passano ancora in secondo piano dinanzi ai diktat della multinazionale, che potrà depredare Gualdo Tadino della preziosa risorsa a prezzi da saldi di fine stagione. Così come si è ignorata finora la normativa vigente in materia di usi civici: troppo comodo ricondurre certe depredazioni a mero indennizzo economico, come si vorrebbe fare.

Cos’altro dovranno sopportare ancora i cittadini per non contraddire il deleterio e patologico connubio tra politica e interessi economici? Sono ferite inferte alla nostra storia, ai nostri avi, che lasceremo in eredità ai nostri figli, privati di un diritto primario e inalienabile.

Andrea Liberati, M5S Umbria
M. Grazia Carbonari, M5S Umbria
Stefania Troiani, M5S Gualdo Tadino