Home _In evidenza Coop e caporalato. Ora basta!

Coop e caporalato. Ora basta!

480
1
SHARE

In Umbria alcune cooperative sono nel tempo divenute speciali anelli di congiunzione tra affari e politica, come dimostra la crescita esponenziale dei fatturati di talune imprese grazie alla decisione di esternalizzare servizi pubblici fino ad allora svolti in seno alla P.A. (in primis Sanità e Rifiuti).

Da alcuni poi anni le Coop si sono allargate nel prestare servizi alle stesse aziende private. E’ un fenomeno diffuso e ormai fuori controllo, è il nuovo caporalato di quelle cooperative che intermediano/somministrano lavoro conto terzi, a voler tacere di quelle che applicano tipologie contrattuali incoerenti rispetto alle attività, alle ore svolte e ai titoli del socio-lavoratore, lavoratore riceverebbe meno di 4€/ora netti, con punte al ribasso attorno ai 2€ .

Nell’assordante quanto imbarazzante silenzio generale, il caso Eskigel (multinazionale PAI) racconta chiaramente l’impoverimento e la mercificazione dei cittadini-lavoratori.

Eskigel è però solo la punta più avanzata del nuovo caporalato largamente diffuso in Umbria, tra i finanziatori per la campagna 2015 di Catiuscia Marini, dirigente in aspettativa dell’associazione datoriale Legacoop, ci sono i protagonisti delle più importanti cooperative dell’Umbria, anche titolari di concessioni/appalti pubblici.

A fronte di tutto ciò il M5S si accinge a chiedere formalmente l’intervento straordinario della Guardia di Finanza, con i rinforzi necessari per svolgere pienamente questo eccezionale servizio di vigilanza in favore delle migliaia di persone interessate.
Contro questo gravissimo scandalo, esigiamo anche l’ausilio concreto degli Ispettorati del Lavoro.

Intanto abbiamo presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale, dove chiediamo di sapere quale sia il salario netto orario che questa Regione, nel rispetto della contrattazione collettiva, ritenga essere quello minimo necessario ad assicurare a ogni lavoratore quell’esistenza ‘libera e dignitosa’ ex art. 36 Costituzione, comunicando dunque come intenda stroncare i fenomeni esposti, visto poi che una simile e impresentabile flessibilità comporta anche una lesione fortissima ai principi della leale concorrenza tra imprese, con grave pregiudizio pure per le casse dello Stato.

C’è un limite anche all’indecenza!

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria