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Emergenza barelle in corsia: è la volta di Perugia

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Dopo il “video della vergogna” girato all’interno dell’Ospedale S.Maria di Terni torniamo ad occuparci della situazione degli ospedali umbri rendendo noti i dati ottenuti, attraverso una richiesta di accesso agli atti, dal direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi.

La richiesta faceva riferimento ai posti letto aggiunti nel corso degli anni 2014 e 2015 nei vari reparti dell’ospedale regionale di Perugia. La risposta di Orlandi rappresenta un’autentica autodenuncia in merito alla crisi strutturale delle barelle in corsia presso l’Azienda ospedaliera di Perugia: ben 2151 posti letto aggiunti nel 2015 tra corridoi, stanze di degenza e medicherie; 151 giorni di emergenza barelle; un insulto reiteratamente perpetrato contro la dignità umana, un rischio per i pazienti e una responsabilità aggiuntiva per il personale medico e paramedico, a detrimento della qualità del servizio.

Il report conterrebbe inoltre due dati inaffidabili: il numero dei letti aggiunti relativi a ‘Medicina interna – Scienze oncologiche’, visto che dal 15 giugno ci sono una serie di zeri, come se il dato non fosse stato più aggiornato. Inoltre Orlandi sostiene di non poterci fornire i dati 2014, poiché comportano un’onerosa elaborazione: e allora ci chiediamo come possa la presidente Catiuscia Marini controllare i trend e valutare il raggiungimento degli obiettivi, non avendo a disposizione questi numeri. Permane un grande problema nella trasparenza di questa Regione.

È finalmente caduto il velo sulla presunta eccellenza del sistema sanitario in Umbria, già scivolato, nei pochi anni di ‘commissariamento’ Marini, verso il decimo posto nazionale nei Livelli essenziali di assistenza, certificati dal ministero della Salute. Siamo al livello della Sicilia. Basta con la lottizzazione della salute e delle nomine di vertice, basta alle camarille politiche e correntizie su Asl e ospedali. Servono commissioni esterne di alto livello, statale e regionale, per la nomina degli apicali nella sanità, con doverosi controlli sul sistema da parte dei cittadini sul sistema, previsti dalla legge ma mai davvero attivati. Il monitoraggio continua.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria