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La notizia di ieri, circa la scoperta di una maxi truffa ai danni dell’INPS perpetrata da una organizzazione criminale che creava contratti di lavoro fittizi per far riscuotere indennità di disoccupazione o far ottenere ricongiungimenti familiari, riporta di attualità, anche nella nostra Regione, l’importanza fondamentale dei controlli e delle indagini mirate per prevenire questo tipo di truffe.  Si stima che il danno erariale, solo in questo caso, superi un milione di euro, all’incirca l’intera somma che il PD umbro ha voluto mettere a disposizione per il reddito di cittadinanza!!! E il caso di Foligno è solo l’ultimo di una lunghissima serie in tutta Italia. Basti pensare che ogni anno l’INPS stanzia 327 milioni di euro, soltanto in pensioni sociali per 56 mila stranieri.

Proprio un anno fa, prima di essere eletta portavoce, avevo scritto all’agenzia INPS di Foligno, chiedendo se venivano effettuati controlli incrociati atti a verificare la legittimità delle richieste di assegno sociale per il ricongiungimento familiare di immigrati residenti in Italia. Anche per effetto della normativa europea, che impone parità di trattamento a tutti i cittadini dell’Unione, sono infatti frequentissime queste truffe per riscuotere pensioni, prestazioni sanitarie ed altre indennità, soprattutto ad opera di cittadini provenienti da Paesi comunitari ed extracomunitari, molto più poveri del nostro. Ciò spessissimo avviene con la complicità di italiani, che chiedono vere e proprie tangenti per poter garantire a dei disperati condizioni di vita migliori per sé ed i propri familiari, a danno dell’intera collettività e delle generazioni future che vedono erodere sempre di più le prestazioni sociali.

Si tratta perciò di una realtà complessa, che può e deve essere affrontata soltanto con impegno e tanto lavoro, non con proclami vuoti. Non si può certo risolvere semplicisticamente con la xenofobia (più o meno velata) di certe forze politiche, sicuramente di facile “presa” sui cittadini, ma che non fornisce un reale quadro del problema. Innanzitutto perché queste truffe sono spesso perpetrate da cittadini italiani (soprattutto per quanto riguarda i “falsi invalidi”), sia perché l’Italia è oggi sottoposta alla normativa europea che impone parità di trattamento ai “cittadini europei”.

Non si può risolvere il problema neppure con i bellissimi  e condivisibili proclami renziani, che promettono di “cambiare verso l’Europa” (rigorosamente sotto elezioni o in vista di approvazione di leggi), salvo poi non cambiare nulla nei fatti, come ormai vari commentatori hanno rilevato. Spesso poi per il Governo Renzi è più facile (e ingiusto) ottenere risparmi consistenti e immediati con tagli indiscriminati e lineari, come, ad esempio, la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità, continuamente confermata o smentita.  In questo modo infatti si vanno a colpire solo coloro che hanno redditi e proprietà alla “luce del sole”, senza toccare minimamente i disonesti e finendo per indebolire sempre più il sistema economico e il tessuto sociale.

L’esempio dell’inchiesta di Foligno, frutto di un difficile e brillante indagine di Polizia e Carabinieri, dimostra che l’unico meccanismo per fronteggiare queste spregevoli truffe è verificare caso per caso, con tanto lavoro e la necessità di risorse che vengono sempre più razionate da quegli stessi tagli lineari del Governo. Solo con il lavoro serio delle autorità, che dovrebbe essere sostenuto e facilitato in primis dalla politica, anche regionale, si possono liberare enormi risorse da destinare a chi veramente ha bisogno, come nel caso del reddito di cittadinanza, bloccato da mesi in Consiglio regionale: Catiuscia Marini, smentendo il suo stesso segretario regionale PD, non ha finora stanziato un solo euro per sostenere i più deboli, per gli anziani con pensioni da fame, per gli inabili al lavoro cui lo Stato assegna la miseria di € 290/mese, per le famiglie senza reddito e senza lavoro. Ma se non ora, quando?

Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S
Consiglio regionale Umbria