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Il manager ERG Hydro, il reatino Pietro Tittoni, forse crede che, da quest’altra parte del fiume Velino, portiamo l’anello al naso. Capirà presto che l’avventura in Umbria della sua bella multinazionale diventerà più difficile.

Si sta intanto facendo passare come una notizia, un successo, una forma di amore per il territorio, la semplice rimodulazione degli orari di apertura della Cascata delle Marmore: è appena il caso di segnalare che siamo dinanzi alle stesse 1.280 ore già accordate anni fa da Endesa, 

La notizia è dunque ben altra, ma resta abilmente velata dalla doppiezza delle multinazionali predatorie. ERG, dopo aver investito per decenni su idrocarburi e raffinerie, sostiene oggi che l’ambiente “gli sta a cuore”: se così fosse stato, ERG avrebbe potuto bloccare senza indugi il ricorso della sua Assoidroelettrica contro l’aumento dei canoni finalmente operato dalla Regione Umbria proprio su reiterata istanza del M5S e proprio per finalità ambientali. Aumento canoni peraltro ancora modesto, come dimostrato dall’esempio dell’Abruzzo.

Invece Assoidroelettrica, dopo aver perso pressoché tutti i ricorsi contro analoghe iniziative di altre regioni, adesso ci prova anche in Umbria. Il fine è continuare a pagare nulla, come da tempo accade.

Ecco le privatizzazioni all’italiana: cento anni fa lo Stato realizzò un’opera faraonica –il polo idroelettrico di Terni, il più importante a sud del fiume Po. Obiettivo: dare energia alle Acciaierie. Grazie alle scelte dell’ex ministro Bersani, nel 1999 abbiamo così perso un asset di valore stellare, non più pubblico, ma nelle mani privatissime di multinazionali che, a dispetto di dichiarazioni menzognere, non intendono affatto scucire un cent degli oltre 100 milioni di euro che annualmente incassano grazie alle ricche acque del bacino Nera-Velino.

In questo ridicolo contesto in cui la multinazionale fa illimitatamente gli affari suoi con una concessione pubblica totalmente svenduta, il manager ERG è talmente sereno che va ben oltre, ricordando pure che è lui, che è la ERG a comandare: ERG infatti ”non si sente ospite”, perché le autorizzazioni scadono nel 2030. Omette di dire però che l’Italia è sotto procedura di infrazione europea, proprio perché bisognava svolgere gare per assegnare le concessioni.

Cari signori dell’energia, auguratevi soltanto che il M5S non prenda in mano prima Roma e poi l’Italia. Assicuriamo che voi sarete tra i primi a sloggiare: faremo infatti semplicemente rispettare la legge, bandendo subito le gare, esigendo centinaia di milioni per la concessione, imponendo alti canoni per la rendita idroelettrica, prevedendo tariffe ridotte per l’energia ai residenti, con i più adeguati orari di apertura della Cascata delle Marmore. Senza il vostro insopportabile contorno di frottole.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria