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Analisi rischi prestito sociale di Coop Centro Italia, mozione M5S in Regione

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Torniamo ad interessarci di cooperative e, nello specifico, di Coop Centro Italia.
Abbiamo presentato infatti una mozione che impegna la Giunta regionale ad accertare la sussistenza di adeguata liquidità e solidità finanziaria di Coop Centro Italia, appurando le notizie di stampa anche in merito a eventuali rischi cui fossero soggetti i numerosi soci prestatori umbri, attivandosi con la massima celerità in coordinamento con le autorità di vigilanza competenti e ogni altro soggetto ritenuto utile allo scopo”. Lo chiedono, con una mozione, i consiglieri regionali Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle) che nell’atto di indirizzo propongono anche di “accertare ed eventualmente segnalare i motivi per i quali Coop Centro Italia avrebbe investito, anno dopo anno, ben oltre 150 milioni di euro in partecipazioni nel Monte Paschi di Siena, con le conseguenti gravi perdite del caso”.

Facendo riferimento alle notizie riportate da Il Sole 24 Ore e Report in merito all’attività di raccolta attraverso prestito sociale da parte di Coop Centro Italia ricordiamo che, sì è vero che la potestà legislativa in materia di tutela del risparmio è esclusivamente riservata allo Stato, ma che esiste anche l’articolo 6 dello Statuto della Regione Umbria dove si stabilisce che “la Regione concorre a tutelare i diritti dei consumatori e favorisce la correttezza dell’informazione”.

Coop Centro Italia conta in Umbria su 296.988 soci, numerosi dei quali titolari di un libretto di prestito sociale, apparentemente analogo ad un libretto bancario/postale ma che in realtà rientra nel conferimento a capitale di rischio, non tutelato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, né soggetto alla vigilanza della Banca d’Italia.

A partire dal 2006, Coop Centro Italia ha acquistato sul mercato enormi quantitativi di azioni della banca Monte dei Paschi di Siena. Incomprensibilmente gli acquisti del titolo sono aumentati considerevolmente proprio a seguito dello scoppio dello scandalo che ha riguardato la banca stessa, salvata dal fallimento grazie a un prestito pubblico nell’anno 2013, e delle vicende giudiziarie riguardanti gli ex vertici dell’istituto. Questa imponente e disastrosa speculazione finanziaria, del tutto aliena alla attività caratteristica di Coop Centro Italia, ha portato alla cooperativa una perdita potenziale stimata pari a oltre 158 milioni di euro.

Per concludere ricordiamo poi quanto avvenuto alla cooperativa di consumo CoopCa-Società Cooperativa Carnica di Consumo, aderente alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue: dopo 109 anni di attività ha definitivamente cessato la propria attività per fallimento, con conseguente scioglimento e liquidazione. La vicenda è in fase di conclusione, con perdite totali del capitale versato dagli azionisti e rilevantissime perdite per i soci prestatori, quantificabili in almeno il 50 per cento dei 26,5 milioni di euro di risparmi versati in libretti di prestito sociale, spesso ignari dei rischi connessi a tale operazione di conferimento a capitale di rischio, erroneamente percepita come strumento di risparmio analogo a libretti bancari o postali.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S – Consiglio regionale dell’Umbria