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La Bella Addormentata si è infine svegliata. E confidiamo che non si tratti di un una tantum.

Ecco dunque l’atto amministrativo con cui la Regione Umbria sospende sine die l’autorizzazione all’incenerimento della ditta Ternibiomassa, dopo i controlli scatenati dal M5S di Terni e le reiterate denunce pubbliche di comitati e associazioni. Se la politica regionale, nel corso di questi anni, avesse vigilato sul tema con la nostra stessa solerzia, oggi l’ambiente di brani significativi dell’Umbria sarebbe ben diverso.

Adesso sale l’attesa per la conferenza dei servizi del 6 giugno prossimo, data in cui auspicabilmente si potrà cancellare definitivamente la storia di questo cancrovalorizzatore, nella speranza che un giorno non lontano medesima sorte tocchi anche all’impianto-monstrum dell’ACEA. E che poi in Umbria non si parli più di inceneritori, né di discariche, ma di completo recupero del rifiuto, di materie prime seconde, di chiusura virtuosa del ciclo.
Per il bene di tutti, ora, occorre potenziare non solo l’organico del NOE dei Carabinieri dell’Umbria -cui rivolgiamo la nostra più viva riconoscenza per l’ottimo lavoro compiuto ogni giorno- ma anche del Corpo di Polizia provinciale di Terni, quest’ultimo viceversa fortemente a rischio.
Sarebbe paradossale che, in costanza di una simile situazione ambientale, si cancellasse la Polizia Provinciale di Terni, presidio di legalità cui ogni cittadino rende omaggio per il grande sforzo professionale sempre manifestato, pur a fronte di una carenza di personale grave e di lunga data.
Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria