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Terni: altre plastiche da bruciare

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Come ruote che slittano sempre sullo stesso fango, gli orizzonti di Terni non riescono ad avanzare di un metro: piuttosto scivolano inesorabilmente all’indietro. E’ quel che ha ribadito con forza, ieri, il collega Thomas De Luca, denunciando l’ennesima speculazione per pochissimi contro la salute di tutti.

E così, mentre prosegue l’assordante silenzio della Regione Umbria, affiora che nella Conca si bruceranno (altre) plastiche attraverso l’uso di prezioso gas metano, nonché di gas ‘incondensabili’ per produrre ‘una componente liquida con caratteristiche assimilabili a olio combustibile BTZ’ (pag. 2 AUA Regione Umbria alla Viterbo Ambiente).

Al di là della demenzialità assoluta di una politica che, nel 2016, lascia ancora dar fuoco alla plastica, roba da australopitechi, tale processo residuerebbe non solo una sorta di carbonella da smaltire asseritamente quale rifiuto, ma anche un paraBTZ, notoriamente carburante assai grezzo e inquinante e che, infatti, non a caso, anche tramite incentivi pubblici, viene eliminato ovunque dalle nostre città. Senza citare poi i rischi trasportistici e da sversamento.

Perché questa coazione a ripetere contro la Conca, un tempo giardino d’Europa, tappa del Grand Tour? Perché registriamo tuttora una criminale insensibilità da parte di numerosi rappresentanti istituzionali, con una forte sottovalutazione dei pericoli ambientali e sanitari nel vuoto programmatorio della Regione.

A tale sconsolante contesto, si aggiungono poi fenomeni straordinariamente paradossali: la settimana scorsa proprio Terni era stata definita ‘area sensibile’ da parte di ARPA Umbria; eppure questa stessa Agenzia aveva già dato –a fine dicembre 2015- il via libera tecnico al progetto de quo, come si evince dalla relativa istruttoria.

Eppure dall’allegato all’AUA (pag. 8) possiamo leggere verità oggettive. L’impianto infatti genera emissioni importanti: oltre le consuete ‘polveri’, saranno dispersi in atmosfera altri ossidi di azoto, di zolfo, monossido di carbonio, sostanze organiche sotto forma di gas o vapori, composti inorganici del cloro sotto forma di gas o vapori, composti del fluoro sotto forma di gas o vapori, e poi cadmio, tallio, mercurio, antimonio, arsenico, piombo, cromo, cobalto, rame, manganese, nichel, vanadio e loro composti; gran finale: le immancabili diossine e furani, con gliidrocarburi policiclici aromatici a condire il tutto.

Chissà se l’emersione di certe notizie, di simili dettagli, favoriranno una più adeguata riflessione generale per superare finalmente l’agonia della città. Per bloccarne immediatamente questo lento scivolamento all’indietro.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria