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Ho presentato una interrogazione a risposta immediata (nel Question time del prossimo martedì 27 settembre) con cui chiediamo all’Esecutivo regionale di spiegare se Governo nazionale, Protezione Civile e Commissario per il terremoto 2016 siano stati ufficialmente informati dell’esistenza di 730 moduli abitativi provvisori in Umbria e se sono stati valutati e certificati formalmente i costi e i benefici legati a un immediato spostamento di parte di esse nelle zone oggi colpite dal sisma”.

A nostro avviso il riutilizzo dei moduli impiegati nel post sisma del 1997 permetterebbe di conseguire significativi risparmi in favore dello Stato, inferendo rapido sollievo alle famiglie interessate, evitando lo spopolamento delle comunità.

Abbiamo verificato sul campo e documentalmente che il numero di casette demolite è bassissimo, mentre di chalet disponibili e funzionali se ne osservano a centinaia tra Foligno, Sellano, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, con onerosa manutenzione a carico dei Comuni interessati, tanto che svariate decine di abitazioni di legno sono pure abitate a vario titolo.

Questo evidenzia come la realtà sia ben diversa da quanto dichiarato dalla presidente Catiuscia Marini nel corso della passata seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, riferendo che quei moduli ‘sono stati demoliti perché al termine di un fenomeno non sono più utilizzabili’.

Pur non disponendo di potere ordinatorio in tema di moduli abitativi provvisori, la Regione Umbria può e deve sostenere l’urgenza dell’installazione delle abitazioni temporanee in legno già presenti in Umbria nell’ambito dell’interlocuzione istituzionale già intrapresa tra Regione stessa, Commissario e Protezione Civile. E in in Umbria esistono già nella stessa Norcia aree urbanizzate pressoché pronte a ospitare subito le casette di legno che giacciono numerose e inutilizzate in varie zone dell’Umbria.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria