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Quante volte abbiamo sentito dire “La ricostruzione è finita”, a proposito del sisma 1997-1998?

Sono trascorsi quasi 20 anni e oggi la Regione stessa, a seguito di nostra interrogazione, è costretta a svelare le cifre: in Umbria le fasce G/N –le seconde case- non sono ancora state finanziate, diversamente dalle previsioni della L.R. 61/98 (che stabiliva la ricostruzione al 100% di prime e seconde case). E i numeri -e le conseguenze, come vedremo- sono importanti.

Parliamo di 7.838 edifici isolati e ben 1.465 UMI poste all’interno di nuclei e centri storici. In certi casi i danneggiamenti di allora sono aumentati, come pure alcune ‘inagibilità parziali’, diventate ‘totali’ a seguito del sisma del 24 agosto.

Vanno poi aggiunte le seconde case del terremoto di Narni (2000) e Marsciano (2009), per le quali parimenti non sono stati concessi finanziamenti, come segnala l’Ente.

La Giunta Regionale riconosce poi la necessità di dover sottoporre la questione al Governo, ma, come sappiamo, nel ‘DL Terremoto’, ormai alle Camere, non si fa ancora cenno a risorse per le passate e mancate ricostruzioni umbre, diversamente da quelle dell’Abruzzo del 2009; solo queste ultime vengono prese in considerazione.

La Regione Umbria ammette: “…la mancata ricostruzione (…) ha determinato nelle città, nei borghi e nelle frazioni, una situazione di reale difficoltà derivante dal fatto che molto spesso queste strutture edilizie rappresentano delle vere e proprie discontinuità strutturali nel tessuto urbano e spesso finiscono per rappresentare pericolo per la pubblica incolumità”: 20 anni dopo la situazione è questa, senza dimenticare le non poche famiglie -294 edifici, 28 UMI- che hanno pure anticipato i denari per la ricostruzione, così come stabiliva la legge, nell’attesa di esser ristorati, fatto mai concretamente avvenuto: un’autentica truffa di Stato, tra altre.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria