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Gubbio: antiche vestigia in pericolo

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Sicuramente pochi sanno che a Gubbio, in via Perugina, nel corso di lavori destinati alla posa di alcuni sottoservizi stradali, sono emerse importanti testimonianze archeologiche, tra cui pavimenti mosaicati, di rara attestazione in Umbria.

Inoltre sono state osservate murature appartenenti a quartieri residenziali del municipio romano.

Pochi sanno quanto sta accadendo, perché di tutto questo splendore non c’è traccia sui media, né alcuno ha finora ritenuto di rendere noto ai cittadini eugubini l’ulteriore arricchimento culturale che non solo la città, ma l’Italia medesima potranno pubblicamente vantare grazie a tali scoperte.

Nel silenzio della Soprintendenza ABAP cui abbiamo richiesto alcuni documenti, il Comune avrebbe frattanto scelto di rimuovere il tutto, procedendo a tagli, demolizioni e decontestualizzazioni.

Tali importanti e antiche vestigia infatti devono far spazio a un collettore fognario che è, sì, necessario, ma per realizzare il quale, dopo anni e anni di attesa, oggi occorrono soluzioni tecniche non dozzinali, atte a preservare un complesso di rovine particolarmente significativo. Altrettanto cruciale sarebbe stato effettuare numerosi saggi archeologici anche prima e non soltanto dopo la progettazione, considerando l’estrema sensibilità del sito e, soprattutto, il fatto che siamo nella zona centrale della Gubbio romana e preromana.

Occorre quindi tutelare responsabilmente per l’oggi, sapendo che dobbiamo rendere ai posteri il testimone di bellezza ricevuto in eredità.

La nostra gloriosa Costituzione, all’art. 9, recita che la Repubblica, nelle sue diverse componenti, “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Non è dunque una battaglia di parte o del Movimento 5 Stelle, ma qualcosa che interessa il bene comune: è la normativa suprema stessa a imporre la massima capacità di custodia di valori che rappresentano la grandezza della nostra storia e della nostra cultura.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria