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Parole, parole, parole… Troppo facile scomodare Mina per bollare icasticamente una classe politica ormai al tramonto.

Per l’idroelettrico economicamente più importante del Centro-Sud Italia, quello del cosiddetto Polo di Terni, continua la zuffa dei partiti sull’elemosina.

Ascoltiamo da giorni il solito disco rotto, con intendimenti del tutto astratti, tipici del regimetto umbro: infatti, mentre taluni vagheggiano di futuribili questue per Terni e le comunità di bacino, l’unica certezza è che la multinazionale di turno goda illimitatamente grazie alla duratura inerzia di numerosi politici complici. E un’enorme rendita idroelettrica continua a crescere, oggi ovviamente solo per ERG, come lo è stato per anni con ENDESA ed EON.

Una rendita favorita e ampliata grazie al noto e, nei fatti, mai smentito asservimento alle grandi corporation da parte del Circo Barnum della politica locale, regionale e nazionale.

Basterebbe allora che, in tanti, andassero a lezione dalle parti del Sud Tirolo, dove le comunità locali, ogni anno, traggono una fortuna proprio dallo sfruttamento intelligente dell’idroenergia, mettendo all’angolo numerosi approfittatori e variopinti neoconvertiti alle rinnovabili.

Come che sia, trattasi di scenario che presto si ripeterà anche da noi: basta attendere le prossime elezioni, quando determineremo l’applicazione rigorosa delle normative europee, mandando a gara le concessioni idroelettriche.

Bye bye elemosine e privatizzazioni all’italiana, benvenuta civiltà politica e rispetto delle comunità locali e dei loro diritti.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria