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“Operazione Spada” una settimana dopo

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Fatta salva la presunzione di innocenza e pure a prescindere dall’inchiesta giudiziaria in corso a Terni, considerando che parliamo degli stessi delicati temi sin dal nostro esordio nelle Istituzioni, rivolgiamo dieci domande a Legacoop e alle ‘sette sorelle’ della cooperazione umbra, auspicando che, almeno stavolta, qualche concreta risposta pervenga:

1) Legacoop e le ‘sette sorelle’ non hanno proprio alcunché da dire su certi fenomeni degenerativi che vedono -in mezza Italia- noti associati al centro di scandali?

2) Guardando specificamente all’Umbria, come intendono concretamente muoversi in tema di legalità?

3) Andranno a congelare –almeno temporaneamente- le posizioni di coloro che ricoprono ruoli istituzionali nelle associazioni datoriali?

4) Considerano corretto che masse di lavoratori siano utilizzati per portare voti a questa o quella corrente politica?

5) Ritengono che quello umbro sia un mercato ove i principi della libera concorrenza siano efficacemente salvaguardati, atteso il regime fiscale di favore, il dumping salariale talora praticato e altri incresciosi fenomeni?

6) Credono al riguardo giusto pagare un socio-lavoratore anche circa € 3/ora netti e, talvolta, come in agricoltura, persino meno, stando a denunce della stessa CGIL umbra, creando masse di nuovi oppressi, mentre i nuovi caporali sorridono?

7) Si esprimeranno in merito al rischio di pericolosi incroci tra affari e politica?

8) Visto che a inizio 2016 non hanno risposto, lo ripetiamo: giudicano regolare che un presidente di Regione, in aspettativa dirigenziale da Legacoop, sia risultato più volte presente e votante su delibere di Giunta nelle quali la stessa Legacoop veniva nominata in narrativa, come reiteratamente da noi dimostrato?

9) Cosa pensa l’Alleanza delle cooperative rispetto al fatto che la medesima Catiuscia Marini e altri politici abbiano accettato finanziamenti elettorali da alcune grandi coop che fan parte dell’Alleanza medesima, magari anche quando quelle coop risultino titolari, gestori, concessionari di servizi e appalti pubblici?

10) Legacoop valuta efficacemente applicato il proprio Codice Etico oppure siamo dinanzi a un documento composto da impegni certamente seri, ma rimasti sulla carta, perché diffusamente e pericolosamente ignorati?

A fronte di tanta inerzia, sembra appropriato ricordare lavibrante denuncia di Giorgio Napolitano alla Biennale della Cooperazione 2016 di Bologna: “La reazione di Legacoop ai danni di immagine e ad attacchi denigratori provocati da fenomeni degenerativi come le cosiddette cooperative spurie è arrivata con molto e forse inspiegabile ritardo, visto il clamore soprattutto di alcuni gravi casi di devianza dall’autentica cooperazione, con casi sconfinati nell’affarismo e nella corruzione”.

Chiosa: ma da presidente della Repubblica come mai fosti, invece, tanto taciturno e non innalzasti il vessillo dell’autentica cooperazione?

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria