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Curiosamente, proprio ad un anno di distanza rispetto a quando denunciammo lo scandalo del Consorzio TNS, qualche giorno fa è arrivata la conferma implicita di quanto abbiamo sempre sostenuto: il dissesto finanziario del Consorzio detenuto dalla Regione Umbria e dai Comuni di Terni, Narni e Spoleto non poteva essere sconosciuto alla politica regionale umbra, che aveva nominato gli amministratori e per anni ha assistito impassibile al progressivo disastro finanziario.

Il consorzio, creato nel 1997 per “creare sviluppo” nell’area dei Comuni soci, si è trasformato in breve in una macchina mangia-soldi-pubblici, senza creare alcuna esternalità positiva. Nel 2013 è stato infine messo in liquidazione, dopo anni di gestione disastrosa ed enormi perdite (solo nel 2013 erano pari a 19 milioni di euro) che hanno completamente azzerato il patrimonio e lasciato debito verso le banche per 30 milioni di euro. Per anni i bilanci e le relazioni allegate hanno testimoniato, nero su bianco, le criticità, la malagestione e l’inesorabile deterioramento. Nonostante tutto ciò la Regione, i Comuni soci e gli amministratori da loro nominati non hanno mai fatto nulla, lasciando inspiegabilmente che la situazione peggiorasse, fino ad un punto insostenibile.

La Giunta regionale, un anno fa, ha surrettiziamente cercato di coprire questo disastro trasferendolo sulle spalle dei cittadini umbri. La Regione ha acquistato immobili (di dubbia utilità) dal Consorzio per 7,5 milioni di euro (soldi ottenuti dalla Regione mediante mutuo), i quali hanno avuto come unico effetto indiretto quello di aiutare le banche creditrici del Consorzio TNS. La Giunta definiva l’operazione (articolo 12 del Disegno di legge sull’Assestamento del Bilancio 2015) come indispensabile, indifferibile, necessario e improcrastinabile”. Andrebbe chiarito, per chi, visto che appare molto dubbio che lo fosse per la Regione Umbria.

In merito al disastro finanziario del Consorzio e basandoci su quanto riportato nei documenti contabili e nelle relazioni, abbiamo presentato vari mesi fa un esposto alla Corte dei Conti, per indagare eventuali responsabilità. Sono seguite indagini delle Autorità e in Consiglio regionale abbiamo tenuto varie audizioni ascoltando vari attori coinvolti in questa vicenda. Come spesso accade in questi casi è iniziato uno scaricabarile, soprattutto da parte della classe politica, la quale, attraverso le amministrazioni pubbliche e gli amministratori da loro nominati era la vera proprietaria del Consorzio TNS.

In seguito al nostro esposto, basato non su informazioni segrete ma scritte nero su bianco nei bilanci e relazioni allegate del Consorzio TNS, la partecipata della Regione Umbria, Sviluppumbria (ora gestita da amministratori diversi rispetto a quelli in carica prima del 2013) si è riservata di chiedere agli ex amministratori del Consorzio un corposo risarcimento. Eppure questi amministratori da chi erano stati nominati, se non indirettamente dai “soci” enti pubblici guidati dalla politica? Perchè, per anni, nessuno ha fatto nulla mentre si consumava il disastro?

Qualche giorno fa è arrivata la notizia dell’emissione di un decreto di archiviazione per l’ex direttore generale del Consorzio TNS, Luca Scorsolini, in cui la Corte, in base agli atti raccolti, avrebbe affermato che “in più sedute del consiglio di amministrazione il direttore generale avesse fatto presente tale situazione [legata al mancato pagamento da parte di un locatore, con ingente danno economico per il Consorzio] oltre ad informarli del mancato pagamento dei canoni, pure verificatosi”. La questione analizzata dalla Corte riguarda una fidejussione inesistente legata ad un contratto di locazione concluso dal Consorzio, il quale, a seguito del mancato pagamento dei canoni (non garantito da alcuna fidejussione), ha riportato una consistente perdita, che si è sommata alle tante altre. Chiarire però quali sono i soggetti responsabili di questo deplorevole episodio sarebbe facile, verificando chi ha sottoscritto il contratto. Ci auguriamo che a breve gli inquirenti appurino tutte le eventuali responsabilità di questo episodio e di tutta la gestione precedente.

Al di là di singole eventuali responsabilità (che andranno chiarite), gli amministratori sono stati nominati dagli Enti pubblici soci, i quali per anni sono stati messi a conoscenza delle varie criticità, perciò resta una responsabilità politica per questi anni di omissioni. Siamo fiduciosi che l’indagine della Corte dei Conti non si fermi ed appuri di chi sono le vere responsabilità (e chi è stato l’eventuale beneficiario) dell’ennesimo disastroso spreco di denaro pubblico pagato dai cittadini.

Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S
Consiglio regionale Umbria