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La Giunta regionale spieghi quando gli allevatori delle zone terremotate dell’Umbria potranno davvero avere i tunnel, le stalle provvisorie di emergenza, che sono stati loro promessi. Definisca quali sarebbero i dispositivi inclusi nelle strutture di emergenza, altrimenti non adatte ad accogliere gli animali. Chiarisca se qualcuno ripagherà gli allevatori dei costi sostenuti per spostare altrove il proprio bestiame. Evidenzi chi pagherà i costi di urbanizzazione. Rendere pubblico l’esito delle gare di cui Regione Lazio è capofila per l’acquisto delle stalle temporanee.

Sono queste le domande che abbiamo affidato ad una interrogazione a risposta immediata “question time” rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini, che riporta i rilievi contenuti in un reportage del settimanale Internazionale.

Innumerevoli allevatori delle zone terremotate dell’Umbria (e delle altre regioni colpite dal sisma del 24 agosto e seguenti) non hanno ancora un luogo per ricoverare in sicurezza il proprio bestiame, col rischio che il gelo decimi gli animali. Molti allevatori sono già stati costretti a muovere gli animali altrove, a proprie spese mentre altri, spinti dallo stato di necessità, li stanno riparando in ciò che resta delle loro stalle, con evidenti pericoli per tutti, nell’inerzia totale dello Stato che non provvede tempestivamente ad alcuna concreta forma di aiuto, oltre le consuete promesse.

Il ministro dell’Agricoltura promise in settembre la rapida attivazione della misura 5.2 del Programma di sviluppo rurale 2014/20 dedicata al ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici, ma al momento si tratta di un annuncio senza esito. Ed a inizio novembre l’assessore regionale Fernanda Cecchini annunciò ‘tutte le azioni necessarie perché agricoltori e allevatori possano restare nella loro terra e assicurare la ripresa e il rilancio delle attività produttive’.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S – Consiglio regionale dell’Umbria