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Ieri abbiamo presentato un’interrogazione dove domandiamo alla Giunta se davvero la Regione Umbria considera corretta l’assegnazione delle casette di legno ai soli danneggiati rientranti nella ‘tipologia E’ in esito alla verifica di agibilità, e non anche alle famiglie titolari di immobili parzialmente inagibili ‘tipo C’ e ‘D’ che, stando alla classificazione della Protezione Civile, non avrebbero comunque possibilità di pronto intervento o rapida realizzazione di misure per il ripristino dello status quo ante. Se anche per costoro si prevedono tempi molto lunghi per le relative ricostruzioni, per quale motivo dovrebbero essere costretti a vivere nei container?.

Nel corso delle comunicazioni rilasciate in Aula il 22 novembre scorso da parte di Catiuscia Marini è emerso che ‘le Regioni si occupano della realizzazione delle aree per le sistemazioni di abitazioni di emergenza, che spetteranno esclusivamente ai cittadini le cui case sono classificate come ‘E’, cioè con danni subiti che presuppongono un periodo medio-lungo per rientrare nelle abitazioni.

Stando alle affermazioni del presidente della Regione, dunque, le nuove casette saranno assegnate soltanto a chi abbia subito danneggiamenti di ‘tipo E’ (inagibilità totale). Ciò significa che chi avesse subito rilevanti forme di inagibilità (tipo C-D), non avrebbe possibilità di pronto intervento o rapida realizzazione di interventi per il ripristino dello status quo ante. Costoro dovrebbero pertanto ricorrere per lungo tempo ai famigerati microcassoni, senza bagno interno, oppure individuare case in autosistemazione, eventualità però impraticabile in loco nei centri terremotati, poiché la concreta disponibilità è scarsa. Frattanto l’attesa per le nuove casette di legno appare ingiustificatamente ancora troppo lunga. Eccezion fatta per alcune famiglie di allevatori che, forse, riusciranno auspicabilmente ad avere un tetto in loco entro Natale grazie a un bando indetto dalla Regione Umbria con ristretti termini di consegna.

A seguito del sisma del 24 agosto e della crisi sismica registrata nelle settimane e nei mesi seguenti, si sono determinate condizioni di vita particolarmente difficili per migliaia di cittadini sfollati. Situazioni che impongono risposte concrete e immediate in loco, evitando lo spopolamento a medio e lungo termine di comunità che viceversa hanno potenzialità culturali e socio-economiche per ripartire presto e con forza.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S – Consiglio regionale dell’Umbria