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“Rinnovo i miei ringraziamenti al gruppo Erg per l’attenzione rivolta al tema della rigenerazione urbana, per il ruolo svolto nell’attivazione di relazioni inclusive, per la spinta e il sostegno a favore delle risorse già presenti sul territorio”.

La vicesindaco di Terni, Francesca Malafoglia, così afona sulla vicenda giudiziaria che presuntivamente coinvolge suoi colleghi di Giunta e cooperatori, ritrova improvvisamente le parole per rivolgere zelanti ringraziamenti in favore di concessionari idroelettrici che sottraggono un centinaio di milioni di euro ogni anno alle comunità locali.

Al di là del vuoto progettuale che promana da tanta indebita gratitudine, a questo punto si suggeriscono all’intera Giunta generose genuflessioni per rendere più plasticamente evidente il noto asservimento del Comune di Terni (e della Regione Umbria) in favore di soggetti che beneficiano soltanto delle privatizzazioni all’italiana, quelle della svendita del Paese a prezzi di saldo, privatizzazioni realizzate contro gli interessi generali, consentendo ad alcuni di godere illimitatamente di una rendita idroelettrica abnorme.

Peccato. Ricordavamo una sinistra vicina alla gente, ai suoi bisogni, ai suoi diritti. Una sinistra realmente vicina ai più deboli. Tempi e valori perduti. Poi infatti giunsero nuove direttive e un nuovo personale politico, aduso a barattare le briciole per diritti socio-economici, dalla Fornero al Jobs Act: e anche qui, pur avendo costruito la centrale idroelettrica più importante a sud del fiume Po, abbiamo finito per cederla a multinazionali di rapina, grazie ai Decreti Bersani.

Eppure da tempo l’Europa impone altro: ERG e altri avrebbero dovuto sottoporsi a gare pubbliche per ottenere le concessioni, fatto che, in un sol colpo, avrebbe complessivamente garantito per Terni, la Valnerina, Baschi, diverse centinaia di milioni di euro.

Invece la vicesindaco -che, da pubblico ufficiale, dovrebbe avere a cuore almeno la legalità delle Istituzioni- ringrazia la ERG per aver proposto a Terni un concorso a premi per un controvalore pari a € 60.000: questi i nuovi traguardi della sinistra, dopo la Ruota della Fortuna del Matteo nazionale?

Così facendo, Malafoglia fa dà garante a uno sfruttamento paracoloniale delle risorse pubbliche, indebitamente riconoscente per l’indiretta elargizione dello zero virgola zero qualcosa per cento di quel che è nostro!
Come dire: loro arraffano il malloppo, ma noi li ringraziamo lo stesso per gli spiccioli che cadono dalle loro pingue tasche.

Ecco il profilo politico-amministrativo di chi ci governa, quando bisognerebbe avere la schiena diritta, pronunciandosi e comportandosi audacemente in modo opposto, difendendo davvero una comunità abbondantemente vilipesa: la nostra.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria