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“Sono un grande ottimizzatore… Tu pensa, siccome io… nelle ultime elezioni finanziai il sindaco con € 3.000, lui me porta 15.000.000 de lavoro. Cioè, nessuno è riuscito a far rendere € 3.000 come me (…)” (da Il Messaggero).

A parlare così è il capo di una grande cooperativa, intercettato al telefono dagli inquirenti nell’ambito dell’“Operazione Spada”.
Il sindaco, presumibilmente quello di Terni, è dunque chiamato in causa: questi avrebbe dovuto da tempo prendere atto di una situazione disastrosa dal punto di vista morale e politico, restituendo serenità alla comunità, come in qualsiasi Paese avanzato, nell’auspicio di poter dimostrare la propria estraneità anche a certi fatti.

Come che sia, si tratta di aspetti tristi e grotteschi, registrati in un quadro di diffusa e già accertata mala gestione che avrebbe bisogno di tutto, fuorché dell’accanimento terapeutico.

Cosa dovrebbe dunque dire ora il M5S, se non ‘tutti a casa’?
Se non ‘quante volte è già successo’?
Se non ‘liberate subito le istituzioni’?
Se non ‘basta dissanguare le casse pubbliche’?
Se non ‘ridateci adeguati servizi’?
Se non ‘stop deciso a politica & affari’?

Ai coraggiosi colleghi del Movimento di Terni, l’invito a ignorare gli attacchi e a non mollare mai. A proseguire invero con la stessa determinazione, orientati soltanto dall’autentico spirito di servizio che connota il nostro agire

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria

  • giammario orazi

    Sono d’accordo ……ma mi domando perché non siamo riusciti a dare al caso Terni una rilevanza Nazionale fin da subito.. è stata una scelta imposta dall’alto? OK, forse far politica denunciando le malefatte degli altri, non è il modo di agire più giusto e produttivo. Nel nostro caso , comunque , sarebbe legittima difesa!