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Sono centinaia, vecchi e inutilizzabili, i container abbandonati da decenni dalla Regione e da alcuni Comuni in diverse aree del territorio. Questi vennero utilizzati per i sismi di Poggiodomo del 1962, Gubbio e Umbertide 1984, Foligno, Nocera, Assisi e Valtopina (sisma del 1997).

Vogliamo che la Giunta regionale faccia chiarezza su cosa ne è stato dei soldi che sarebbero dovuti servire alla loro manutenzione e per questo abbiamo presentato un’interrogazione.

Mentre in Valnerina assistiamo a ritardi sia sulla consegna delle casette che sulla soluzione-ponte dei container collettivi a noleggio, avanzata dal Governo e avallata dalla Regione Umbria, centinaia di “vecchi e inutilizzabili container sarebbero abbandonati da decenni a vario titolo dalla Regione e da alcuni Comuni in diverse aree del territorio. Nel 2016 la Regione Umbria avrebbe speso circa 48mila euro per eliminare l’amianto di due soli vecchi container, mentre la demolizione di 14 di essi è recentemente costata circa 14mila euro.

Come mai, dopo tutti questi anni, tali container, del tutto inutilizzabili, siano abbandonati sul territorio e non ancora smantellati? E’ vero che i denari destinati alla manutenzione o demolizione degli stessi furono destinati a interventi diversi? Quanti sono complessivamente i container per l’emergenza sismica abbandonati da decenni in Umbria e in quali zone? A carico di quali enti risulterebbe e quanto costerebbe il relativo smaltimento? Questi i quesiti ai quali la Giunta dovrà rispondere.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari,
Portavoce M5S – Consiglio regionale dell’Umbria