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La crisi sismica del Centro Italia impone ogni giorno di più a Istituzioni e cittadini il massimo impegno per il rapido adeguamento degli immobili pubblici e privati. Intanto, in parte dell’Umbria, stiamo ancora vivendo la non facile gestione della fase dell’emergenza, seguita ai terremoti del 24 agosto e poi del 30 ottobre.

Il Dipartimento di Protezione Civile, dopo il 30 ottobre, con documento n. CENS/TERAG 16/0059235 del 4 novembre 2016 ha attivato la procedura FAST (schede per il rilevamento suFabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto). Le schede FAST consistono in sopralluoghi ‘sintetici’ di agibilità e possono essere redatte anche da tecnici non abilitati alla compilazione delle schede AeDES. Le schede FAST, possono dare esiti di “agibile”, “non utilizzabile” o “non utilizzabile per rischio esterno”, nella sola Norcia il 71% degli edifici analizzati dopo il 30 ottobre con modalità FAST, risulta ‘non utilizzabile’ o ‘non utilizzabile per rischio esterno’.

La procedura descritta in premessa ha comportato, a differenza delle intenzioni iniziali, sperperi di tempo e il trionfo della burocrazia. Vediamo perché:

1)    dopo il sisma del 24 agosto e prima del 30 ottobre (sistema AeDES), furono effettuati sulla sola Norcia 2271 sopralluoghi e prenotate le relative casette di emergenza, comprendendo tutte le necessità al riguardo;

2)    dopo il sisma del 30 ottobre (sistema FAST), furono effettuati –ancora a Norcia- fino a metà dicembre 2559 sopralluoghi, ma senza le indicazioni di cui al punto 1);

infatti, dopo oltre due mesi dal sisma del 30 ottobre e dall’avvento del sistema FAST, il Dipartimento di Protezione Civile ha imposto, con ordinanza n. 10/2016, che ora siano gli stessi cittadini a incaricare tecnici privati per i sopralluoghi AeDES. Nell’Ordinanza medesima si ricorda che tale passaggio rappresenta la condizione abilitante per ottenere i contributi per la ricostruzione privata;

Secondo la stessa ordinanza, potranno richiedere il sopralluogo AeDES, entro 30 giorni, solo quei cittadini che abbiano ricevuto esito di non utilizzabilità dai sopralluoghi FAST. Nessuna indicazione specifica, invece, per le zone rosse, inizialmente escluse dai controlli FAST.

Chiediamo quindi alla Giunta con un’interrogazione che spieghi se è vero che, dopo la scossa del 30 ottobre, non è ancora stato individuato il fabbisogno delle nuove casette Map/Sae e, conseguentemente, nemmeno prenotate le medesime soluzioni provvisorie.

Ci domandiamo anche se la Regione Umbria abbia espresso riserve sul meccanismo ‘FAST’, dato che sarebbe stato più opportuno seguire le procedure standard, per avere velocemente contezza dei danni e del numero di persone bisognose di soluzioni abitative provvisorie, risparmiando ai cittadini ulteriori passaggi burocratici, con lunghe, inutili attese e un inverno in sistemazioni di fortuna.