CONDIVIDI

Visto che la sede mondiale è in Umbria, cosa fanno davvero al Segretariato WWAP delle Nazioni Unite di Perugia? 

La loro missione sarebbe quella di occuparsi di valutare le risorse idriche sull’intero orbe terracqueo, impresa ciclopica. L’impegno è, forse, talmente intenso che, in quasi 10 anni, tali funzionari non hanno mai levato pubblica parola su alcune gravissime questioni non solo locali, da noi reiteratamente denunciate. Ricordiamole in breve:

1) L’illegale chiusura delle Marmore e del relativo flusso fluviale a fini idroenergetici, fenomeno che perdura da decenni contro le normative nazionali e internazionali, in un polo naturalistico di rilevanza mondiale. Al contempo, la prospettiva di ‘scivolamento nel lago’ dell’intero abitato di Piediluco, la cui concausa è sempre nello sfruttamento idroelettrico, come riporta pure una perizia del Tribunale regionale delle Acque;

2) la proroga anticipata di sette anni dell’iperprelievo di acque minerali nell’area di Gualdo Tadino, senza approfondimenti tecnici, senza compensazioni economiche, senza mai ascoltare il legittimo proprietario, la locale Comunanza;

3) l’eccessivo tenore di mercurio –già in forma biodisponibile- nel fiume Paglia anche quale affluente del Tevere. Studi accademici rivelano che proprio il bacino Paglia-Tevere è il maggior responsabile dei tassi di mercurio nel Mediterraneo;

4) grandi quantità di metalli pesanti nel fiume Nera a valle degli scarichi Thyssen Krupp.

Si potrebbe ampiamente proseguire sulle acque superficiali, a partire dalla condizione dei bacini idrici fluviali della Valle umbra.

E che dire poi del Piano regionale di Tutela delle Acque, approvato nel 2009, subito disapplicato dalla stessa Giunta, senza che nessun ente pubblico di controllo sia intervenuto? E presto arriverà un nuovo Piano -la cui fine sarà prevedibilmente analoga.

A fronte di un disastro ambientale e culturale così esteso in una delle regioni più ‘verdi’ d’Italia, sarebbe interessante cosa stia facendo il segretariato WAAP delle Nazioni Unite deputato a valutare le risorse idriche mondiali –e dunque anche le nostre.

Pur avendo sede a Perugia (sede giustamente concessa dalla Regione Umbria), pur essendo finanziato dallo Stato da un decennio con circa 20 milioni di euro, il Segretariato non ha infatti finora levato mezza parola su quel che accade sul nostro suolo: troppo impegnati su obiettivi mondiali per scorgere le gravi criticità locali?

Eppure, aprendo il sito della WWAP, si legge come il progetto ONU-UNESCO si rivolga a ogni comunità: “Il Programma di Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali, nato nel 2000, è un programma UN-Water.  Ospitato e guidato dall’UNESCO, il WWAP rappresenta l’impegno delle Nazioni Unite a sviluppare gli strumenti e le capacita’ necessarie per raggiungere una migliore conoscenza dei processi, delle pratiche di gestione e delle politiche che aiutano a migliorare la fornitura e la qualita’ delle risorse delle acque dolci globali”.

Agendo in concreta difesa delle nostre risorse, nei prossimi giorni forniremo altre informazioni su come tali prestigiosi Uffici stiano in realtà operando sulle crescenti crisi idriche umbre.

Andrea Liberati,
Capogruppo M5S
Consiglio regionale Umbria