CONDIVIDI

L’assistenza domiciliare indiretta approda nel Piano Sociale Regionale. Nel corso della seduta di mercoledì 25 gennaio la III commissione ha fatto proprio e con voto unanime ha approvato un emendamento su iniziativa M5S condiviso da FdI, che raccoglie l’esigenza manifestata dalle persone non autosufficienti e dalle loro famiglie di poter scegliere se ricorrere ai servizi o incassare un assegno di sollievo per scegliere direttamente le cure.

Dopo anni di impegno e lotta, grazie alle pressioni del Movimento 5 Stelle e di numerose associazioni, la Regione accetta come uno dei presìdi fondamentali dell’offerta di servizi e prestazioni il sostegno economico che va a diretto vantaggio del disabile e della sua famiglia.

Un primo passo per far uscire l’Umbria da quel medio-evo socio assistenziale in cui versa, ma il nostro impegno non finisce certo oggi, le prossime sfide saranno sulle modalità di erogazione, sull’entità complessiva dei finanziamenti e sull’adeguatezza dei contributi alle necessità dei singoli .

La libertà di scelta in tema di sostegno alla non autosufficienza è un aspetto fondamentale della tutela dei diritti umani. Un dogma non negoziabile se vogliamo costruire un percorso di civiltà e tutele a vantaggio dei più deboli.

#liberidiscegliere. Le parole d’ordine sono autonomia e autogestione, in linea con quanto accade nel resto d’Italia .

Grazie all’ ”assegno di sollievo” sarà possibile scegliere da chi farsi assistere: se un familiare o una badante, ma soprattutto si deve avere la possibilità di scegliere se vivere al proprio domicilio o andare in una struttura residenziale .
Fino ad ora la libertà era negata a coloro che non avevano i mezzi sufficienti per organizzare a domicilio la propria assistenza .
I finanziamenti ci sono e provengono da una pluralità di fondi (nazionali, regionali e dell’Unione Europea).

Terremo d’occhio le scelte che la Giunta farà nel dettaglio, vogliamo che le risorse siano ottimizzate e raggiungano il maggior numero di cittadini.
L’assegno non è incompatibile con i servizi già erogati ma complementare.

Pertanto chiediamo ai cittadini di vigilare sin da subito contro tentativi di porre le famiglie di fronte a scelte imposte e salomoniche.

Chi vuole potrà mantenere le ore di assistenza già erogate ,la frequenza di un centro diurno e contestualmente ricevere l’assegno, rinunciando a sua discrezione ai servizi che non considera idonei a coprire le proprie necessità.