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Marini latitante, interrogazioni M5S ancora senza risposta

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consiglieri latitanti

Considero uno sgarbo ai cittadini e all’Assemblea Legislativa il gesto di cui si è resa protagonista Catiuscia Marini oggi. Anche oggi.

Pur sapendo da tempo della convocazione della seduta a Perugia, peraltro indetta soltanto per le poche ore del mattino, peraltro a due settimane dall’Aula precedente, costei preferisce spendere unilaterali parole a un convegno sulla ricostruzione, su invito dei sindacati. Non poteva concordare altra data? E’ una condotta sprezzante e deliberata per scansare il confronto in Consiglio. 

Frattanto, grazie a tale pessimo esempio, anche altri consiglieri si rendono latitanti. Tragicomico il fatto che, tra i pochi stamane presenti, alcuni oltretutto scalpitassero per concludere subito la seduta, dovendo correre a Roma per la 487° puntata della fiction PD. Si può proseguire così?

Oggi la Marini avrebbe dovuto rispondere in Aula a una interrogazione M5S sul danno indiretto: famiglie, imprese, maestranze possono, invece, continuare ad aspettare Godot.

Quanto alla ricostruzione, oggetto dell’odierno convegno, avremmo avuto piacere nel parteciparvi anche noi per ribadire il problema dei grandi affarismi sin qui emersi, a partire dal monopolio di alcune grandi coop prive di pregressa esperienza professionale. Avremmo parlato anche di questo, visto che più volte siamo stati censurati quando abbiamo tentato di portare tali temi in Aula. 

Catiuscia Marini dovrebbe anzitutto affrontare la scottante questione dell’emergenza, prima ancora della ricostruzione. Mancando l’empatia e l’ascolto, la gente è stata lasciata sola già in questa fase: così, dopo le favole sparse da mesi a piene mani, le casette non sono ancora pronte -se non in minima parte- mentre i terremotati rimasti in loco hanno pressoché fatto tutto da sé, ora se ne raccontano altre.

Catiuscia Marini smetta di considerare la presenza in Regione una sinecura, accessorio molesto del suo mandato. Già nella seduta precedente ella aveva icasticamente lasciato la propria giacca sulla sedia per circa quattro ore; né, prima di allora, aveva brillato per partecipazione. Il limite delle decenza e del rispetto è ampiamente superato