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Catiuscia Marini Erg

CATIUSCIA MARINI E L’INOPPORTUNA DEFERENZA A EDOARDO GARRONE: CONFLITTO DI INTERESSI CON IL CONCESSIONARIO, SEGNALAZIONI IN PARLAMENTO E AD ALTRE AUTORITA’

La Giunta regionale dell’Umbria è ormai irreversibilmente asservita a Edoardo Garrone?

Con l’episodio di ieri, è la terza volta in tre mesi che Catiuscia Marini –addirittura il 13 febbraio vi ha lasciato appositamente il Consiglio regionale- accorre a tributare i propri deferenti saluti all’ex petroliere, convertito in età adulta alle energie verdi. Qualche felice combinazione d’affari e l’incentivo pubblico alle rinnovabili lo hanno certo aiutato a ripudiare l’oro nero.

A questo punto la presidente di Regione dovrà però dare spiegazioni pubbliche. Stiamo predisponendo interrogazioni parlamentari, con segnalazioni a varie autorità.

Il facoltoso signore che costei frequenta e con cui ama mostrarsi accanto in pubblico, infatti, tramite la sua ERG, non solo non rispetta il Deflusso minimo vitale (DMV) stabilito dalla Regione stessa anche per la Cascata delle Marmore, mantenuta illegalmente chiusa, ma, per il tramite di Assoidroelettrica, è il principale interessato alle ricadute di una controversia fiscale proprio contro la Regione Umbria.

La Regione è, inoltre, titolare delle concessioni idroelettriche e, dunque, in pieno conflitto di interessi con l’azienda che Catiuscia Marini va a onorare. Tale conflitto di interessi è evidente poi su altri profili, visto che il nuovo Piano regionale di tutela delle acque è oggetto di pesanti osservazioni della ERG, tutte accolte senza credibili motivazioni, come recentemente denunciato dal M5S.

Bene poi ricordare che il dissesto idrogeologico riguardante Piediluco è cagionato soprattutto dalle variazioni idrometriche del lago volute dai concessionari, come stabilito in una CTU del Tribunale regionale delle acque.

Tutto questo dovrebbe suggerire molta cautela alla classe politica.

Invece questi rappresentanti del popolo si precipitano regolarmente a omaggiare un soggetto che, grazie alle nostre acque e al ricchissimo polo idroelettrico di Terni, assurdamente privatizzato, mediamente incassa 1.000 euro ogni cinque minuti, quasi 300.000 euro al giorno, un centinaio di milioni all’anno, restituendo in sede locale la minuzie di 60.000 euro per le start up, forma di mecenatismo un tanto al chilo: era questo il motivo della presenza di Catiuscia Marini ieri a Terni o ci sono altri interessi in campo?

Come che sia, la nuova sinistra è qui: i 100.000.000 di euro vadano pure al signor Garrone, e che questi continui a mulinare l’acqua illimitatamente; il popolo si accontenti, invece, delle ultime gocce di una Cascata chiusa. Demenziale