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Affari & politica, si faccia studio approfondito sui salari nelle coop.

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cooperative, il nuovo caporalato

URGENTE STOP AL BULLISMO DI ALCUNI TOP MANAGER COOP: BASTA COL CAPORALATO, MENTRE LORO INGRASSANO. SUBITO UNO STUDIO SU CHI, COME E A QUANTO SOMMINISTRA IL LAVORO NELLE COOP

Facile prendersela con i più deboli, eh?

Facile –con la copertura della vecchia politica- fare i bulletti del nuovo caporalato, vero?

Intanto i facchini dell’evo moderno, vestiti solo della propria dignità, non di rado laureati, sgobbano anche per 3 euro all’ora grazie ad appalti generosamente offerti da Stato, Regioni e altri a cooperative dirette da ex politici, con favori clientelari reciproci.

L’Umbria è in prima linea nell’offrire questo pessimo esempio.

Il nuovo cottimo avanza con forza, coprendo prestazioni anche di media complessità, dagli ospedali alle industrie, dal verde pubblico alle mense, dalla guardiania al resto, con salari osceni e contributi previdenziali e assistenziali da Paese sottosviluppato.

E’ ora di finirla. E’ ora che l’Umbria fermi questa vergogna che, oltretutto, presenta costi vivi orari ben superiori a quelli di un servizio svolto in seno all’amministrazione, senza dimenticare soprattutto i costi sociali: un popolo intero depauperato dei propri diritti e ridotto alla mercé del caporale di turno, scambiato per top manager grazie all’aura di invincibilità determinata dal combinato disposto affari & politica.

Servendosi di alcune di queste cooperative, spurie o meno, da diversi anni, dal nord al sud dell’Umbria, persino aziende grandi e meno grandi -realtà che più di tutte dovrebbero aver a cuore la responsabilità sociale di impresa- pagano 160 ore di lavoro mensili per poco più di 600 euro. Accade presso taluni supermercati, ma anche in certe scuole private. Accade per molti settori produttivi con il portierato, ma anche con le pulizie. Accade nell’assistenza sociale, nella logistica e altrove: è vicino il momento in cui la riprovazione pubblica peserà in modo cruciale, facendo premio su tutto.

La Regione Umbria è da tempo afona nei confronti di quelle cooperative che stanno offrendo lavoro a queste condizioni, lasciando così tantissime persone nella schiavitù del ricatto e della precarietà. La Regione medesima prosegue viceversa con milionarie esternalizzazioni dei servizi, ingrassando i summenzionati top manager a marchio coop.

L’emergenza sociale in atto esige contromisure immediate.

Il M5S pertanto richiede all’Ente di predisporre entro un mese uno studio approfondito sui salari nelle coop, in coordinamento con Guardia di Finanza e Ispettorato del Lavoro, ma chiarendo anche chi, come e per quale somma somministri il lavoro.

Mettiamo nuovamente in campo il Movimento quale scudo dei cittadini, nell’attesa di un reddito di cittadinanza che mini alla base questo sistema malato, restituendo dignità a tutti, riavviando in modo sano l’economia.