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Treno Freccia in Umbria? Includere Assisi, Foligno, Spoleto e Terni.

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un treno freccia per l-umbria
FRECCIA IN UMBRIA? INCLUDERE ASSISI, FOLIGNO, SPOLETO, TERNI. LA BASILICATA COPRE TUTTA LA REGIONE, COSI’ COME ALTRI
Fa piacere che, dopo la conferenza stampa di martedì scorso del M5S, si parli finalmente del Freccia in Umbria: fino a ieri Catiuscia Marini, tirando a campare, raccontava di una presunta impossibilità tecnica, ostativa verso tale investimento.
L’odierna ipotesi di un mero “arretramento” del Freccia Milano-Arezzo fino alla sola Perugia non è però risposta soddisfacente, visto che demarca una volontà ad excludendum nei confronti del resto della regione: il treno deve unire le comunità, non contribuire a dividerle.
Inutile ricercare a parole la massima integrazione territoriale e sociale, se poi le altre città umbre, comprese le più vicine a quelle terremotate, vengono rimosse tamquam non essent.
Ribadiamo a gran voce la posizione del Movimento 5 Stelle: il trasporto regionale deve garantire rapidi trasporti ferroviari anche sulle lunghe distanze, unendo Perugia e Terni, passando per Spoleto, Foligno, Assisi, sterilizzando eventuali costi attraverso efficientamenti e verifiche del contratto di servizio tra Regione Umbria e Trenitalia, visto che Palazzo Donini liquida al Gruppo FS ben € 100.000 al giorno, circa € 200 milioni in sei anni, pagando performance ferroviarie non di rado inconsistenti o di scarsa qualità.
Da anni regaliamo centinaia di milioni al monopolista Trenitalia, senza che si riesca a effettuare politicamente e tecnicamente una verifica sulla bontà del servizio. Sarà ora di finirla di giocare con i nostri soldi?
Anziché fare sapientemente gli interessi dell’Umbria, compartecipando doverosamente le quote di un collegamento ferroviario veloce e di qualità, cercando di tagliare gli sprechi del (dis)servizio attuale, in Umbria si preferisce lo status quo, accampando motivi talora pretestuosi, talora esilaranti, lasciando fare tutto alla tecnocrazia unitamente ai politici toscani –i quali ultimi, naturalmente, faranno solo gli affari propri, come sempre accaduto da Fanfani in poi, relegando l’Umbria alla marginalità.

Anziché mettere in campo fin da subito i Freccia, come già fatto da Bolzano (103.000 abitanti), da Mantova (49.000 abitanti), ma anche da Reggio Emilia (163.000), Parma (176.000) e Piacenza (102.000), nonché, pur a bassa velocità, tra Potenza (67.000), Ferrandina (per servire Matera, 60.000) e Metaponto (Comune di Bernalda, 12.000!), qui si sono sostenute fino ad oggi amenità come ‘il Freccia non ci passa’ (?!?), ‘non c’è il bacino di utenza’ e altre sciocchezze simili.

Anziché, infine, contestare i prezzi inaccettabili di un contratto di servizio pendolari, dal costo di ben 100.000 euro al giorno per (altri) sei anni, senza nemmeno capire cosa stiamo pagando e perché, la Giunta Marini insiste coi segnali di fumo ai capi partito. Se almeno sapessero copiare, farebbero meno danni: agli umbri, purtroppo, non tocca nemmeno quello!

E’ tempo di riconnettere l’Umbria, tutta l’Umbria, all’Italia: la Giunta Marini faccia semplicemente come Basilicata, Emilia Romagna e Trentino. Si coprano le esigenze di tutte le comunità, senza scelte divisive. E senza ulteriori indugi
Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari – M5S Regione Umbria