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L’ Autorità Nazionale Anticorruzione, sollecitata dalle segnalazioni del M5S, ha messo nero su bianco il fin troppo evidente conflitto di interesse della garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Umbria, Maria Pia Serlupini, relativamente alla vicenda della cooperativa “Il Piccolo Carro”, il cui figlio adottivo risulta tra i soci della cooperativa stessa.

Con una nota inviata al Responsabile della Trasparenza della Regione Umbria e firmata da Raffaele Cantone, l’ANAC rileva anche che la stessa Garante avrebbe taciuto tale circostanza al Responsabile della Prevenzione e della Corruzione e ha invitando pertanto la Regione Umbria alle opportune valutazioni.

La stessa nota smentisce clamorosamente alcune dichiarazioni della Presidente Marini rese in sede di Commissione consiliare, in cui affermò che a vedere tale conflitto di interesse era solo il M5S.

In questi casi l’articolo 365 comma 4 del “Testo unico in materia di Sanità e Servizi Sociali” della Regione Umbria prevede che “il Presidente dell’Assemblea legislativa, qualora accerti una delle cause di incompatibilità di cui all’articolo 362, sentito l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea medesima, invita l’interessato a rimuovere tale causa entro quindici giorni e, se questi non ottempera all’invito, lo dichiara decaduto dall’incarico dandone immediata comunicazione all’Assemblea legislativa la quale provvede, con le modalità di cui all’articolo 361, alla designazione di un nuovo Garante entro e non oltre novanta giorni”.

In attesa che l’Assemblea legislativa proceda a dichiararne la decadenza come prevede la legge, riteniamo opportune le dimissioni della stessa per rispetto ai cittadini e al ruolo che riveste.

Soprassedendo al fatto che Maria Pia Serlupini (a differenza di molti altri garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza) ha un passato di natura prettamente politica (prima nei DS e poi nel PD) abbiamo più volte documentato come proprio nel ruolo istituzionale di garante, partecipò a vari incontri presso la ASL 1 con i coniugi Ariste-Salerno e fece una visita ufficiale (con la presenza della Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e numerosi giornalisti) presso la cooperativa, proprio nei giorni in cui la cooperativa era sottoposta a tempesta mediatica a seguito dei servizi televisivi di “Chi L’Ha Visto” in merito alla morte della giovane Daniela Sanjuan. Da approfondimenti sulla cooperativa emerse che essa non aveva le autorizzazioni per svolgere l’attività socio-sanitaria, che invece svolgeva, percependo dal settore pubblico altissime rette giornaliere (quasi 400 euro al giorno per ciascun ospite), che negli ultimi anni portarono alla cooperativa fatturati di circa 5 milioni di euro annui e somme enormi da dividere tra i soci.

Nonostante tutti gli ostracismi riscontrati da quando ci stiamo occupando della vicenda non ci fermeremo finché non verrà applicata la legge e nominata una nuova garante, veramente lontana dalla politica e da qualunque conflitto di interesse.