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Con tre interrogazioni presentate in Parlamento, Regione Umbria e Comune di Terni il M5S vuole denunciare ancora una volta l’attuale stato di depredazione delle risorse naturali che la comunità umbra sta subendo, in barba alle vigenti normative.

Il Deflusso Minimo Vitale (DMV), viene definito come la portata istantanea da determinare in ogni tratto omogeneo del corso d’acqua, che deve garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico-fisiche delle acque, nonché il mantenimento delle biocenosi tìpiche delle condizioni naturali locali.

La Regione Umbria ha introdotto i “cosiddetti” protocolli di sperimentazione che le permettono di disapplicare la normativa. I costi sono carico dei titolari di concessione/autorizzazione allo sfruttamento delle stesse acque che essi utilizzano per uso prevalentemente industriale/idroelettrico;

A differenza delle altre regioni però pare non esista un cronoprogramma per l’adeguamento di questi protocolli di sperimentazione e tali studi per le sperimentazioni sembrerebbero non aver mai termine e, pertanto, sono procrastinati all’infinito dai concessionari che, a loro volta, hanno tutto l’interesse a non avere alcuna portata minima.

Nell’impianto industriale delle Marmore (Terni), ad esempio, il deflusso minimo vitale di acqua destinato in permanenza alla Cascata delle Marmore, stabilito dalla stessa ARPA Umbria è di cinque metri cubi al secondo. Il gestore/concessionario non restituisce le acque ai piedi dello sbarramento, ma a valle, a diverse centinaia di metri dall’opera di presa, interrompendo la continuità idraulica del fiume Velino.

Non è dunque un caso che altre cascate nel mondo siano sempre aperte, pur con un flusso ridotto, rispettando così i delicati equilibri dei bacini idrici.
Attraverso queste importanti ed infinite deroghe ai Gestori, si consente loro di continuare a sfruttare la risorsa disapplicando la normativa.

Stiamo lavorando in tutte le sedi per ripristinare lo stato di legalità. La Regione infatti, al fine di garantire ai concessionari idroelettrici illimitati guadagni su una risorsa che tra l’altro non è delocalizzabile, rischia di subire pure la procedura di infrazione europea per aver violato -da sempre e scientemente- le regole. Come al solito pagheranno i cittadini, mentre i soliti noti la faranno franca.

Per chi vuole approfondire il tema segnaliamo le nostre interrogazioni alle quali ad oggi aspettiamo ancora risposta.

Interrogazione in Regione Umbria – ATTO 1035

Interrogazione alla Camera dei Deputati – ATTO 5-11155

Interrogazione al Comune di Terni su Cascata delle Marmore prot. 53710