CONDIVIDI
Chi specula sulle spalle del volontariato

“Croce bianca di Foligno” – Chiederemo chiarimenti in merito ai “compensi” mascherati da “rimborsi” per volontari che avrebbe scoperto l’Agenzia delle Entrate e, se verificato, la cancellazione dal Registro del volontariato della Regione Umbria di questa e altre Onlus che non rispettino tutti i requisiti imposti dalla legge

Il mondo del volontariato, della cooperazione e delle associazioni rappresenta un’eccezionale risorsa per l’intera società, incanalando spesso le persone e le risorse migliori per scopi nobili ai quali spesso, purtroppo, il settore pubblico non è in grado di provvedere.
Giustamente l’ordinamento concede notevoli benefici fiscali e di altra natura a tali enti e per questa ragione è indispensabile che vengano posti in essere rigidi controlli affinché non vi sia alcun vantaggio patrimoniale (diretto o indiretto) a beneficio dei volontari. In particolare, la normativa nazionale e regionale prevede che gli aderenti
volontari devono svolgere la propria attività in modo gratuito, non potendo essere retribuiti in alcun modo né dal beneficiario della prestazione né dall’organizzazione a cui appartengono, alla quale non possono essere legati da alcuna forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo né di relazione a contenuto patrimoniale.

Ci risulta che l’Agenzia delle Entrate avrebbe rilevato numerose criticità nell’Associazione di pubblica assistenza Croce Bianca di Foligno. Questa è convenzionata con il servizio sanitario regionale e svolge servizi d’emergenza, trasporti in ambulanza e assistenza ad eventi, anche fuori Regione. Da verbali di verifica degli ispettori, trasmessi anche alla Regione Umbria, risulta che l’Associazione di pubblica assistenza Croce Bianca avrebbe versato ad alcuni suoi “volontari” dei “rimborsi” non pari ai costi effettivamente sostenuti e documentati (come invece impone la normativa), ma in base alla durate dei turni e persino della qualifica professionale (medici, infermieri, autisti, ecc.), trasformandoli, di fatto, in vere e proprie “retribuzioni”, con conseguenti vantaggi fiscali per l’associazione, che avrebbe così operato come una impresa privata. Il tutto sarebbe stato effettuato anche con grossolane irregolarità, ad esempio indicando nei rimborsi chilometrici targhe di automobili che i volontari in realtà avrebbero comprato solo anni dopo!
Molti dei volontari svolgerebbero in parallelo tali professioni sanitarie e ciò sarebbe ancora più grave se fosse appurato che tale sistema di retribuzione occulta era effettivamente in vigore.
Tale condotta violerebbe gravemente la normativa nazionale, regionale e le Linee Guida della Regione Umbria per le Onlus.  Ciò potrebbe anche determinare la cancellazione dell’associazione dal Registro delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Umbria, con conseguente perdita della qualifica di “organizzazione di volontariato”, il venir
meno di tutte le conseguenti agevolazioni fiscali, dei benefici di legge. Verrebbero inoltre risolte automaticamente delle convenzioni stipulate dalla Onlus con gli enti pubblici.

Annunciamo pertanto che approfondiremo tale singola vicenda e, in generale, ci impegneremo con tutti i mezzi istituzionali a nostra disposizione affinché gli organi regionali competenti svolgano sin da ora maggiori, costanti e più dettagliati controlli su tutte le Onlus iscritte al Registro delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Umbria.

Non basterà accontentarsi dei dati formali, ma bisognerà assicurarsi che non vi sia alcuna indebita utilità patrimoniale (diretta o indiretta) per gli iscritti, come impone la legge.
Questo tipo di controlli vogliono garantire che i benefici che la normativa in vigore giustamente garantisce alle Onlus vadano solo a quelle che lo sono veramente e ciò proprio per evitare che si creino pericolose diffidenze generalizzate sui tanti enti che, invece, rispettano tutte le regole.