CONDIVIDI
Di Girolamo smarrito senso pudore
Nonostante arresti e indagini, rispunta ovunque: com’è noto, il sindaco di Terni, prima, era spesso irreperibile. Invece, dopo esser stato ristretto, te lo ritrovi tanto alle celebrazioni repubblicane quanto alla festa del pane. Indifferentemente.
In una ricercata quanto inopportuna convivialità, così egli festeggia la propria insperata libertà: pur osservato tra ampi imbarazzi, pur estesamente criticato, nondimeno distribuisce premi e castighi, delinea furtivi orizzonti e strategie, dispensando riflessioni e indulgenze.
Non ricorda forse il misirizzi, quel pupazzo che, più lo butti giù, più torna su?
Invece, la città che da anni gestisce, fatica persino a sollevare lo sguardo; figurarsi se riesce a tenersi in piedi.
Frattanto, nel vuoto pneumatico delle idee, il suo PD, sia in Regione che in Comune, anziché accompagnarlo rapidamente fuori dalle Istituzioni, prosegue con attestazioni di stima e benemerenza, come accadeva verso un certo ‘notabilato meridionale’, avrebbe detto in altri tempi Giustino Fortunato.
Si preferisce blindare il funzionario di partito, avvalorandone l’impunibilità, sfidando la Magistratura, anziché tutelare primariamente cittadini-elettori che avrebbero pieno diritto di avere amministratori non solo senza ombre, ma anche con un’idea chiara di futuro.
Il confine, però, è stato superato ieri, quando il nostro novello Ercolino-sempre-in-piedi ha partecipato anche alla Festa dei Carabinieri, in prima fila, la fascia tricolore indossata; pochi posti più in là, il capo della Procura e rappresentanti delle Forze di Polizia che indagano proprio sulla mala gestio del Comune di Terni -e non solo, pensiamo.
Ecco: quella di Leopoldo Di Girolamo, ieri, è stata una presenza vistosamente inopportuna e stridente, considerando la contingenza che riguarda lui e altri assieme a lui.
Norme non scritte e valori dovrebbero indicare a ognuno cosa sia giusto e meno giusto fare.
Se è vero che un profondo discernimento si impone sempre ai personaggi pubblici, tanto più questo principio vale quando il sindaco, avendo l’età di mio padre, già possiede tutti gli strumenti per capire e valutare, magari considerando pure come si trovi dinanzi a vicende giudiziarie affatto concluse.
Sapevamo bene come il politico Di Girolamo avesse perso da tempo il contatto con i cittadini, ma ieri è stato dimostrato come anche la persona abbia smarrito il senso del limite. E del pudore: non basta sfoggiare una fascia tricolore per dirsi uomini di Stato