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Truffa PSR i finanziamenti latitano

PSR, UNA TRUFFA DI STATO: I FONDI LATITANO E LE IMPRESE SALTANO.SUBITO “UN PATTO PER L’AGRICOLTURA”, LA REGIONE SI MUOVA SUGLI ISTITUTI O AVREMO PIGNORAMENTI A RAFFICA

In Umbria, sui finanziamenti PSR all’agricoltura, siamo alla truffa di Stato: tra Regione Umbria e l’ente AGEA uno scaricabarile insopportabile che fa solo fallire innumerevoli imprese.
Inascoltato il grido di dolore levato da tanti piccoli e medi coltivatori e allevatori che, dalla Regione, non ricevono i soldi del PSR, con attese variabili dai due ai sette anni. Denari viceversa assicurati ai big dell’agrindustria, non di rado finanziatori del PD, mentre i piccoli vengono dimenticati, dopo esser stati richiesti del voto alle regionali del 2015.
E’ una presa in giro inaccettabile, un massacro a imprenditori e maestranze, con un esteso rischio di fallimenti dinanzi ai quali le responsabilità sono tutte in capo alla politica.
Ci sono titolari indebitati all’inverosimile e dipendenti non pagati da mesi, mentre le uniche a sorridere sono le banche, visto che bloccano i pagamenti ai fornitori e pignorano con faciloneria beni mobili e immobili, colpendo un settore vitale non solo per l’economia umbra, ma per la stessa sussistenza di molte famiglie.
Assordante e complice il silenzio di molte associazioni di categoria, evidentemente pasciute tra contributi pubblici e controlli assenti, mentre si compie un disastro che mette i loro iscritti in condizione di stare a vita col cappello in mano rispetto a una politica clientelare che ben conosciamo.
Possibile che chi ha investito, contando su concrete risposte dalla Regione, debba fallire proprio a causa della pochezza della Giunta diretta da Catiuscia Marini?
La Regione ora ha una sola via d’uscita: intervenire sulle banche, siglando subito un Patto per l’Agricoltura, interloquendo con gli Istituti ed evitando la bancarotta del settore primario in Umbria. A meno che qualcuno, scientemente, non stia conducendo altre manovre, costruendo le condizioni per assegnare all’agrindustria -già assai beneficiata dalle risorse collettive e toccata dal tic antico dei latifondisti- altre migliaia di ettari altrui, cancellando definitivamente la piccola impresa agricola in questa regione. Non lo permetteremo!!!