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Come guadagnare milioni col terremoto? A qualcuno basta una cooperativa. Per altri è sufficiente una concessione. Per tutti conta l’avallo della vecchia politica, naturalmente contro le norme (nazionali ed europee), contro il buon senso, contro gli interessi dei cittadini.
La saga di chi danza sulle spoglie dell’Umbria e sulla pelle dei terremotati, dunque, si rafforza, a vantaggio dei soliti noti, a suon di milioni di euro pubblici & privati.
Ebbene, dopo il sisma del 30 ottobre 2016, si è registrato un incremento enorme di portata del fiume Nera e, conseguentemente, dei flussi che corrono in quel Canale Medio-Nera che, da Triponzo, raccogliendo le acque dei fiumi Nera, Vigi e Corno, con una galleria di circa 40 chilometri, sfocia nel lago di Piediluco, bacino di carico della sottostante centrale idroelettrica di Galleto, Terni.
Dopo il 30 ottobre, essendo stato estesamente modificato il ricco bacino idrografico locale per la violenza del sisma, il Canale ha guadagnato ben 10 mc/sec in più di portata media, come dimostra l’allegato documento degli Uffici regionali preposti al Rischio Idraulico.
Risultato? Il concessionario idroelettrico -oggi quel Garrone che, come i predecessori, sul territorio lascia le bricioline della nostra immensa ricchezza- incamera in poche settimane svariati milioni di euro inattesi, senza che peraltro la Regione Umbria si sia accorta di nulla, senza poter effettuare il calcolo dei canoni sulla portata, se non mesi dopo, nonostante l’Ente abbia in pancia ben 36 sorveglianti e ufficiali idraulici!
Inoltre, in una comunicazione e-mail del 28 aprile scorso, un tecnico della Giunta regionale puntualizza che “data la costanza dell’altezza, la velocità del flusso e la conseguente difficoltà nell’eseguire le misure, la curva di deflusso e quindi i valori di portata hanno un’attendibilità stimata dell’80%… all’altezza attuale (del Canale, nda) non sono mai stati fatti rilevamenti“. Regione imbelle!
 
Intanto, nel Ternano, proseguono i lavori per un ridicolo acquedotto… senz’acqua!
Così, facciamo ampiamente mulinare ottima acqua dei Sibillini al concessionario idroelettrico, anziché utilizzare parte del Canale Medio-Nera per fini idropotabili.
Così andiamo avanti, con ulteriori e devastanti opere come quelle in corso, in piena stagione turistica, deturpando l’area della Cascata delle Marmore, distruggendo strade e pregiata campagna, gettando via altri 20 milioni di euro pubblici, oltretutto assegnati senza gara!
 
L’immobile Regione Umbria e lo sgangherato Comune di Terni, complici di tanta mala gestio, ovviamente tacciono, toccando vette di demenzialità e pochezza inesplorate. E, mentre si allungano le file degli automobilisti in coda lungo la Valnerina, l’unico a sorridere è tale Garrone da Genova, applaudito da politici di quart’ordine, anti-italiani ben felici del depredamento dei nostri tesori