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La cerimonia di oggi del Giudizio di Parificazione del Rendiconto 2016 è stata un déja vù dei due anni precedenti, con la Corte dei Conti che ha sollevato tantissime gravi criticità all’amministrazione regionale sotto ogni aspetto, quasi invariate rispetto ai precedenti.

Il déja vù si è poi ripetuto anche al termine della cerimonia, con le sfacciate dichiarazioni della Presidente Marini, che ogni anno insiste a prendere in giro i cittadini pavoneggiandosi e ostentando dei presunti successi circa la “capacità della Regione di una gestione equilibrata dei conti, razionalizzazione e contenimento della spesa”, pescando qua e là singoli dati e costruendoci un quadro fantastico che non esiste ed è in netto contrasto con quanto scritto dalla Corte e che invitiamo i cittadini a leggere.

Solo per citare gli esempi più eclatanti nelle Partecipate “sono emersi ritardi nell’asseverazione delle operazioni di riconciliazione”anche a causa delle carenze del sistema informativo dei flussi tra società e Regione.

Sulla tragedia Umbria Mobilità “la Sezione esprime preoccupazione … con perdite 2015 per 27,7 milioni”. La Corte mette nero su bianco la sostanziale morte della società lamentando che il bilancio 2015 è stato redatto secondo “criteri di valutazione dell’impresa in funzionamento, pur in presenza della grave crisi finanziaria in corso“ e “si sottolinea, risulta compromessa la stessa continuità aziendale”. Il valore della società è ritenuto sopravvalutato, la nota dei membri del collegio sindacale non appare coerente con il disposto normativo, vi è la mancata riconciliazione tra debiti e crediti per ben 22,5 milioni di euro e si ricordano gli oltre 12 milioni di euro prestati dalla Regione spacciandoli nel 2013 come “anticipazione di liquidità” mai restituita “con l’aggravante che nell’anno in corso è stata concessa moratoria”.

Sui derivati, continua anche per il 2016 un flusso negativo per 1,4 milioni di euro.

L’ attività di programmazione, fatta da quelli che noi chiamiamo i “libri dei sogni della Giunta”, “sembra discostarsi dai basilari canoni di chiarezza e semplificazione” e non del tutto in linea con i principi di legge.

Il risultato di amministrazione “esprime la sostanziale mancanza di risorse aggiuntive per nuove decisioni di spesa”. Inoltre si evidenzia “l’insufficienza delle risorse di parte corrente a finanziare interamente lo squilibrio di parte capitale, da coprire facendo ricorso a debito autorizzato non contratto”.

Anche sulla Sanità, dove la Presidente Marini ha dato il meglio della sua “post-verità”, in particolare sbandierando che l’Umbria è “Regione benchmark”. Ciò si riferisce però alla spesa sanitaria (che comunque non è una eccellenza) e non alla qualità del servizio sanitario per gli utenti, come tristemente attestano i parametri LEA.

Leggendo veramente la Relazione si scopre il quadro a tinte fosche che la Corte traccia sulla Sanità, criticando la mancanza di trasparenza in merito alla spesa per personale (con sostanziale disarmonia rispetto alla normativa regionale), una “programmazione regionale sanitaria e sociale basata su linee a volte troppo generiche e non sempre chiare, che – di fatto – non consentono, a consuntivo, di conoscere la parte del programma davvero realizzata” e una “personalizzazione del risultato dei Direttori generali, un sistema che lascia intravedere un possibile, eventuale conflitto di interesse nei confronti dei cittadini, che potrebbero vedere abbassato il livello del servizio per il raggiungimento dell’accennato obiettivo di contenimento”.

Ma la Corte dei Conti è persino troppo buona, considerando l’estrema politicizzazione delle carriere sanitarie.

La Corte scrive chiaramente della mancanza di trasparenza, ormai cronica della Regione, precisando che “anche per il 2016 le informazioni sui controlli relativi alla gestione del SSR non consentono una adeguata valutazione dei controlli effettuati, delle loro risultanze”. Tale mancanza di trasparenza riguarda anche molti altri aspetti della gestione regionale, spesso impedendo alla Corte dei Conti di valutare nel merito i dati comunicati.

Forse è per questo motivo che la Presidente della Giunta continua a festeggiare: sanno nascondere a chiunque certi artifizi, che stanno tuttora consentendo a questa classe politica di tirare avanti, sempre sull’orlo del precipizio.

Le famiglie e le imprese umbre avvertono una verità opposta a quella della propaganda.