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É gennaio 2015 e manca poco alle elezioni regionali. L’assessore della prima giunta Marini ai trasporti Silvano Rometti dichiara trionfalmente che finalmente sarebbe partito il cosiddetto “raddoppio della tratta ferroviaria tra Sant’Anna e Ponte San Giovanni e che “con l’avvio dei lavori, previsto in estate [cioè dopo le elezioni] si darà finalmente concretezza alla realizzazione di un’opera complessa. In linea con gli obiettivi che ci siamo posti con il nuovo Piano regionale dei trasporti, che ha tra le sue priorità il potenziamento del trasporto pubblico ferroviario potremo disporre di un’infrastruttura che ci consentirà di velocizzare e incrementare i collegamenti fra Perugia e il nodo di interscambio di Ponte San Giovanni … Un traguardo importante che va ad aggiungersi al potenziamento della stazione di Ponte San Giovanni”. I lavori sarebbero dovuti durare 800 giorni e concludersi entro la fine del 2017, impiegando quasi 20 milioni di euro.

Passate le elezioni regionali, che confermano la giunta Marini, i lavori non sono mai partiti. É invece proseguita l’agonia della ex FCU, sempre più compromessa.

A febbraio 2017, la Giunta replica lo stesso identico copione per bocca dell’assessore Chianella, che annuncia l’imminente inizio dei lavori: “Direi che si tratta di una buona notizia. Il progetto stazionava da oltre un decennio” e aggiunge “siamo consapevoli dei disagi che provocherà la sospensione della circolazione ferroviaria … ma potranno finalmente essere avviati i lavori di raddoppio selettivo e di elettrificazione da tempo programmati … Il cronoprogramma del progetto prevede circa 800 giorni di realizzazione ma Umbria Tpl e Mobilità, gestore dell’infrastruttura, insieme all’azienda che si è aggiudicata i lavori sta valutando le soluzioni per ridurre la loro durata e limitare quindi anche le ripercussioni sugli utenti del servizio”.

A maggio 2017, ancora tutto è fermo, ma l’assessore Chianella insiste imperterritoabbiamo trasferito circa 15 giorni fa all’azienda Umbria TPL Mobilità altri 6 milioni che serviranno esattamente per iniziare questi lavori definitivamente”. Addirittura l’assessore rilancia sui tempi affermando che “noi speriamo di abbatterli gli 800 giorni”. Alla domanda del giornalista sul perché la linea era stata chiusa in anticipo, l’assessore afferma che il problema era del decreto legislativo 118 del 2011: le risorse erano in capo alla Regione, ma non poteva trasferirle per un cavillo burocratico.

Siamo a settembre 2017 e il tratto ferroviario Perugia-Ponte San Giovanni (e presto forse l’intera FCU) è chiuso, mentre i lavori non sono ancora partiti.

Sembra di assistere al “gioco delle tre carte” e non si capisce come sia possibile che i lavori dovessero iniziare nel 2015, se ancora nel 2017 non erano state stanziate le risorse necessarie. Chiederemo le opportune spiegazioni alla Giunta e alla società, per farci svelare l’epopea di questi mancati lavori, che ha causato danni enormi ai pendolari.

Per adesso l’unica certezza, rileggendo le dichiarazioni, è che nessuna promessa della Giunta è stata rispettata, ma nessuno ha chiesto scusa.