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(Acs) Perugia, 29 settembre 2017 – “Al di là della propaganda di partito per cui si sbandiera il successo della ricostruzione post-sisma 1997 c’è la considerazione che la Regione Umbria non ha dati precisi su cosa è accaduto nel 2016 nelle aeree già colpite nel ’97. Senza contare che lo Stato non ha restituito i soldi anticipati dai cittadini per riqualificare le proprie case, nonostante la legge avesse previsto che sarebbero stati i primi a riavere le somme anticipate. Per alcuni proprietari di immobili ricostruiti è stata una vera rovina”: lo ha detto il capogruppo del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati, in una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio a Palazzo Cesaroni, a cui ha preso parte l’altro esponente pentastellato dell’Assemblea legislativa, Maria Grazia Carbonari, i parlamentari Stefano Lucidi, Tiziana Ciprini e Laura Agea, i portavoce folignati del Movimento, Valentina Ferrari e Fausto Savini e contributi scritti provenienti da Gualdo Tadino e Spoleto.

“Siamo stati decine di volte nelle zone già colpite dal terremoto del ’97 – ha detto Liberati – accompagnati da tecnici esperti di sismica che ci hanno detto quali cose non vanno e porteranno alla terza ricostruzione in 40 anni. Edifici quasi completati che si sono riaperti, costruiti con dispositivi antisismici previsti per legge che però sono letteralmente esplosi, come mostrano le fotografie in nostro possesso relative a Preci e altri luoghi. Ma la Regione non ha dati su questi ulteriori danni e ancora meno su quelli dell’ultimo terremoto, dato che non si sa ancora quali scuole, edifici pubblici e ospedali siano danneggiati e in quale misura”.

Nell’unica risposta avuta alle nostre 14 interrogazioni – hanno proseguito i portavoce del M5s – abbiamo appreso che vi sono interventi ancora non finanziati che riguardano 7838 edifici, di cui almeno 1698 comprendenti unità immobiliari, seconde case da riqualificare, case dei nonni o di chi è andato via per mancanza di progetti, ma che devono avere parità di trattamento. E che possono provocare il crollo degli edifici accanto già sistemati, con grave nocumento di risorse pubbliche. Centri storici chiusi, non si può nemmeno andare a vedere cosa è successo. Questo anche va detto, oltre alle eccellenze che ci sono state. Si fa solo propaganda e non un approccio reale, concreto al problema del post sisma. Ogni volta cambiamo modello, seguendo slogan tipo ‘dov’era e com’era’, continuando a buttare via soldi e non assicurando la vita delle persone”.

I parlamentari del Movimento hanno annunciato che la situazione relativa agli edifici ricostruiti due volte sarà portata in Aula e dovranno essere svolte inchieste per appurare come la ricostruzione è stata eseguita e di chi sono le responsabilità.