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affittopoli umbria

Chiediamo un incisivo intervento delle Autorità competenti in tema di fitti passivi: quante sono le risorse pubbliche che indebitamente finiscono, da sempre, agli amici degli amici? Quante clientele vengono alimentate da una simile vergogna -che tuttora prosegue? Di cosa dovrebbe discutere la politica, se non di un taglio netto e deciso a queste dinamiche parassitarie? Basta con clientele medievali, legate a una diffusa sensazione di impunità da parte del ceto politico.

Vengano pertanto alla luce i conti degli affitti pagati annualmente da TUTTI gli enti pubblici che operano in Umbria: alcune locazioni sono on line, ma altre mancano, così come non è conosciuto il dato globale da Perugia a Terni, di certo superiore ai € 10.000.000 annui.

Dai Ministeri alla Regione ai Comuni, passando per le Partecipate, le Aziende Sanitarie, i Consorzi, le Agenzie, l’ATER, le morenti Province, già emergono inaccettabili rendite di posizione, con locazioni in favore di privati scelti non si sa perché, anziché procedere con l’acquisto o, meglio ancora, riutilizzare e aggiornare le cubature pubbliche esistenti -volumi notoriamente enormi e spesso abbandonati.

Si prosegue invece nel bruciare milioni di euro ogni anno: nessuno ha i conti totali, ma la sola Regione Umbria e le ASL sperperano circa € 5.000.000 annui, e senza considerare le locazioni di partecipate, Agenzie, ATER, Consorzi e altri. Il tutto, talora, costringendo sia cittadini che dipendenti pubblici a convergere su strutture fatiscenti, nemmeno rispettose della legge antisismica e delle normative antincendio.

Siamo dinanzi a scandali plateali legati a una scientifica mala gestio delle risorse pubbliche, fenomeno di lunga data legato al notabilato locale: vogliamo l’elenco generale, con il quantum di chi affitta a chi, per quali servizi, per quanti soldi, da quanto tempo e perché, se gli edifici siano adeguati, se mai i contratti siano stati rivisti, come pure imponeva la legge, considerando che la depressione del mercato immobiliare ha fatto crollare i prezzi anni fa, mentre comunque i soliti noti proseguono a far festa.

Con gli svariati milioni di euro salvati, si potrebbe utilmente incrementare il patrimonio immobiliare pubblico in favore dei più deboli, a iniziare da serie politiche abitative a vantaggio dei terremotati, dimenticati da tempo. Al di là dello spesso velo di propaganda che tutto avvolge