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Come gettare altri miliardi, mentre i terremotati vivono ancora nell’emergenza e mentre la ricostruzione non è mai partita, oltre un anno dopo?
Come insultare ancora una volta famiglie e imprese distrutte dal sisma?
Come far crescere a dismisura il famelico partito degli affari, già in piena salute nel cratere?
Come provocare ulteriormente la natura?
Non c’era tempismo peggiore del convocare a Roma la Regione Umbria e altri enti proprio a un anno dai catastrofici eventi del 26 e del 30 ottobre, occorsi tra Umbria e Marche.
Con due paginette di convocazione, lo Stato cerca l’intesa per portare avanti questo assurdo progetto di mega-gasdotto, da realizzare in mezzo a faglie più che attive, con pericoli evidenti per comunità locali già ampiamente sconvolte dalla forza della natura e, tuttora, turbate dai tanti avvoltoi che speculano sulla loro pelle.
Sull’argomento il Movimento 5 Stelle è già reiteratamente intervenuto a livello nazionale e nelle diverse Regioni, inclusa la nostra, con tutti i propri portavoce eletti.
L’Assemblea legislativa dell’Umbria si è già espressa due volte contro l’ipotesi appenninica nella scorsa legislatura. Evidentemente ancora non basta.
Alcuni giorni or sono abbiamo pure richiesto, come Gruppo in Regione e con lettera ufficiale, se la Giunta Marini intenda presentarsi all’incontro e per dire cosa, vista la totale contrarietà già unanimemente espressa da una pluralità di soggetti anche molto diversi tra loro, nonché dallo stesso nostro Ente con una specifica delibera: non ci sono condizioni per intesa alcuna!
Basta col gettare miliardi; basta con i caroselli affaristici; basta con opere di alcuna inutilità in aree di altissimo pregio naturalistico, quando occorrerebbe viceversa valorizzare le autentiche vocazioni turistiche, paesaggistiche, monumentali, culturali dei nostri splendidi territori: siamo pronti a difenderci, avviando anche in Umbria una straordinaria vertenza collettiva contro chi intende attentare al nostro stesso diritto alla vita.
E martedì 24 ottobre chiederemo nuovamente all’Aula una parola chiara e definitiva, presentando una mozione urgente: al riguardo siamo tutti chiamati alla massima unità e responsabilità