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Salvataggio consorzio TNS
Da troppo tempo non si parla più dei Consorzi TNS e Crescendo, i carrozzoni della politica che, invece del tanto propagandato “sviluppo”, hanno creato soltanto una voragine di perdite, finché sono stati messi in liquidazione nel 2013 quando la situazione era ormai disperata.
Secondo il bilancio 2016, il Consorzio Crescendo ha infatti un valore negativo per oltre 2,7 milioni di euro, i suoi debiti superano i 6,1 milioni di euro e dal 2010 ha realizzato un totale di oltre 5,4 milioni di euro di perdite. 
Il Consorzio TNS ha un valore negativo per oltre 12,2 milioni di euro, i suoi debiti superano i 28,4 milioni di euro e dal 2008 ha realizzato un totale di oltre 26 milioni di euro di perdite.
Nel 2015 la Giunta Marini ha silenziosamente inserito nell’Assestamento di bilancio un articolato con “salvataggio mascherato” per il Consorzio TNS, comprando per 7,5 milioni (sempre soldi pubblici a debito) alcuni immobili, sempre ovviamente con il pretesto dello “sviluppo”.
Dopo che abbiamo sollevato il polverone sulla vicenda, nel 2016 Sviluppumbria S.p.A (che partecipa nel Consorzio TNS per il 25,71% e nel Crescendo per il 40%) aveva annunciato la richiesta di un risarcimento danni agli ex amministratori ed organi di controllo dei Consorzi (scelti dalla politica).
Iniziativa analoga fu intrapresa con una azione di responsabilità da parte dei liquidatori.
Nella relazione di alcuni professionisti incaricati si parla senza mezzi termini di gravissime “inadempienze nell’attività di gestione”, “rilevanti divaricazioni tra i valori attribuiti”, “operazioni contabilmente non corrette”, “non corretta informazione dei terzi” e tanto altro.
Dal 2016 non si è saputo più nulla in merito a tali richieste di risarcimento e azioni di responsabilità. Abbiamo pertanto presentato una interrogazione a risposta immediata alla Giunta che verrà discussa il 7 novembre in Consiglio regionale.
Non vogliamo facili capri espiatori, ma non sarebbe tollerabile che la Regione, Provincia e Comuni consorziati (espressione di quella stessa politica che aveva nominato gli amministratori dei Consorzi) portassero avanti tali azioni di responsabilità con troppa “timidezza” senza attivarsi veramente per riscuotere tali somme e determinare le singole responsabilità.
Sono (tanti) soldi dei cittadini e bisogna capire se ci sia stata solo mala gestione oppure se ci siano stati soggetti, magari legati alla politica, arricchiti senza averne titolo. Su questo sarebbe forse opportuno che la Corte dei Conti e la Magistratura analizzino a fondo la passata gestione dei Consorzi. Noi continueremo a indagare con i mezzi a nostra disposizione, pretendendo chiarezza.