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Ancora intimidazioni verso il M5s, ancora una volta si tenta di silenziare il dibattito politico su temi particolarmente sensibili attraverso velate minacce atte a reprimere la voce di chi canta fuori dal coro.
Sono però scossa e allibita nell’apprendere che l’auspicio a tali metodi questa volta provenga da una certa fetta di quella opposizione che invece di contribuire a dare impulso ad un’azione incalzante di denuncia delle inefficienze, atta a stimolare un’ efficace azione di governo, non manca mai di manifestare la propria contiguità politica intervenendo in soccorso alla maggioranza. 
In riferimento ai dati sull’Università divulgati nel corso dell’ultimo question time del 14 novembre, respingiamo con forza le illazioni di chiunque ci accusi di “diffondere notizie non vere e creare danni all’immagine”, un’ accusa gravissima e totalmente infondata, doppiamente offensiva per chi come il M5S si batte affinché l’Università di Perugia torni quel grande Ateneo che era un tempo.
Col fine della mistificazione politica ci si è spinti a definire di “dubbia validità” i dati forniti dal Ministero, da Alma Laurea e da altri organismi di fama internazionale, e soprattutto, quando lo stesso assessore Bartolini, con onestà e candore, esordiva proprio dicendo che “i dati che avete dato sono esatti”.
Apprendiamo con sincero entusiasmo di alcuni segnali positivi esposti dal Magnifico Rettore dell’Università relativi soprattutto all’ultimissimo periodo, dati che vanno sicuramente approfonditi e chiariti soprattutto alla luce di alcune incongruenze, a cominciare dalla diminuzione del numero delle matricole.
A chi pavidamente ci accusa oggi, forse è mancata quella fase di studio e approfondimento che avrebbe consentito di evitare cadute di stile imbarazzanti.
Come ho anche ricordato nel mio intervento in Consiglio regionale, la fase di crisi che deve affrontare chi è chiamato a dirigere l’Università di Perugia poteva essere del tutto scongiurata se chi oggi si indigna pro domo sua, fosse stato un po’ più attento negli anni precedenti, quando il declino era evidente e inconfutabile.
Ma tutta questa assurda situazione ha avuto il merito di palesare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la contiguità politica tra il Partito Democratico e una parte di opposizione che siede sugli scranni di Palazzo Cesaroni, che fino ad oggi si è dimostrata sin troppo afona rispetto alle palesi responsabilità politiche dell’attuale e delle precedenti amministrazioni regionali sui troppi fronti aperti.
Il M5S non si lascia intimidire da simili personaggi e continuerà a raccontare le verità scomode con serietà e rigore, con la consapevolezza di essere l’unica alternativa ad un regimetto trasversale che manifesta i segni e le paure di una caduta imminente.