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E’ anche un successo del M5S il fatto che la multiutility ACEA abbia oggi ribadito massima attenzione alla nostra regione. L’azienda si è così presentata stamane a Palazzo Cesaroni in audizione. Prima volta assoluta.

ACEA, gruppo internazionale il cui azionista di maggioranza è il Comune di Roma oggi diretto da Virginia Raggi, è infatti gestore di rilevanti e molteplici attività anche in Umbria: i delegati dell’impresa, sottoposti alle domande dei consiglieri regionali, hanno risposto con parole chiare in II Commissione regionale, confermando l’impegno a investire da noi a tutto campo, con forza, in modo innovativo, mettendo in atto le più sostenibili pratiche ambientali nella gestione dei rifiuti.

Rispetto all’impattante impianto di incenerimento di Terni, voluto a suo tempo da gran parte di sinistra e destra, all’epoca largamente finanziate dall’ex Gruppo Agarini, si parla per la prima volta del suo possibile definitivo superamento, come prefigurato dallo scrivente Gruppo sin dall’agosto 2016. Un percorso burocratico non certo facile, viste pure le lentezze nella programmazione e nell’attuazione dei Piani da parte di AURI e Regione; un percorso nondimeno sicuramente realizzabile nel medio termine.

E’ evidente che ci troviamo in un interregno, a cavallo tra passato e futuro, ma la linea è tratteggiata: ACEA ha infatti espresso la volontà di avviare nuovi iter amministrativi per attuare anche in Umbria le politiche ambientali più avanzate, a maggior ragione considerando le criticità di alcuni territori.

Partendo subito, considerando la durata di simili procedimenti, sarebbe pure possibile anticipare il 2024, data di scadenza delle autorizzazioni all’incenerimento, con la possibilità di investire risorse significative su Terni quale futura fabbrica dei materiali e, dunque, sviluppando una virtuosa filiera del recupero, con posti di lavoro qualificati: in questa direzione va intesa la partecipazione di ACEA alla manifestazione di interesse per l’Area di crisi complessa Terni-Narni, emersa nel corso dell’audizione.

C’è dunque un serio impegno a promuovere pratiche diverse dal passato, andando finalmente oltre la situazione esistente anche ben prima del 2024.

Quanto alla discarica di Orvieto, lascito di una ben diversa stagione, voluta anch’essa all’epoca dal regimetto di sempre e dalle sue locali quinte colonne di non-opposizione, ACEA si impegna a non richiedere pro futuro ulteriori ampliamenti oltre quelli richiesti da Regione ed EE.LL., tornando ad ascoltare attentamente il territorio e, dunque, investendo parimenti in loco nel quadro dell’economia circolare e per il massimo recupero di materia, unica possibile via per conseguire, da una parte, risultati onorevoli sul piano della responsabilità sociale e ambientale; dall’altra, contribuendo a migliorare fortemente l’immagine dell’Umbria e della Città della Rupe.

Siamo dunque di fronte a un cambiamento rilevante di prospettiva, con un’evoluzione culturale, economica e ambientale che, come M5S, sospingeremo sistematicamente, ben sapendo di trovarci in una fase di transizione tra vecchio e nuovo, un passaggio carico di gravami, figli del male antico che abbiamo ricevuto in eredità.

Affinché si possa assistere all’effettivo superamento delle vecchie pratiche ambientali, molto dipenderà da condotte auspicabilmente altrettanto innovative e decise da parte della Regione, nonché dei Comuni e dell’AURI, gli stessi soggetti che, però, fino a oggi hanno continuato con lo scaricabarile di sempre, alimentando cortocircuiti e caos: faccio loro appello, invitandoli a un sussulto di responsabilità e di tempestività, se si vogliono davvero cambiare le cose in favore dei cittadini, della loro qualità della vita, a beneficio dell’ambiente e della salute, nonché del portafoglio di famiglie e imprese di tutta l’Umbria.