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centri per l'impiego digitalizzare quanto prima

Riteniamo sbagliato costringere i lavoratori e le imprese umbre ad attendere ancora mesi e mesi per l’improcrastinabile modernizzazione dei Centri per l’impiego. C’è il rischio di un mero impegno di facciata da parte di Palazzo Donini, quando sarebbe niente più che un atto dovuto e non certo uno spot pubblicitario da ostentare come straordinario da parte di una presidente in difficoltà permanente sui temi concreti e tra la gente.

Grottesco è infatti quanto dichiarato al riguardo da Catiuscia Marini sulla “digitalizzazione” e le “buone pratiche nel mercato del lavoro regionale”, in particolare con lo spot dei Centri per l’impiego i cui servizi saranno accessibili soltanto “on-line” addirittura dopo la prossima estate! La realtà è tuttora un’altra: in Umbria i Centri per l’impiego vivono ancora nell’Età della Pietra Digitale e i malcapitati datori di lavoro che volessero cercare personale, erano costretti ancora ad inviare FAX, mentre da qualche parte -Terni, ad esempio- chi intendesse presentare domanda, non può farlo on line, ricevendo poi data e ora per un appuntamento, ma è costretto a presentarsi con congruo anticipo di prima mattina rispetto all’orario di apertura dello sportello, prendendo poi un numeretto.

I Centri per l’impiego vanno non solo informatizzati totalmente e subito, ma riorganizzati prontamente in modo da costruire i servizi esclusivamente in base alle esigenze di lavoratori e datori di lavoro, con un sistema semplice, veloce, trasparente e accessibile senza costi e senza rafforzare ulteriormente le multinazionali della selezione del personale -che, grazie a queste inefficienze, hanno oggi un potere immenso, rappresentando una vera lobby.

Un punto su cui abbiamo insistito molto in sede di Prima Commissione, ad esempio, è il fatto che i potenziali datori di lavoro debbano poter accedere ai curricula dei lavoratori in modo autonomo e trasparente, rendendo semplice scelta e confronto, così da incentivare e facilitare al massimo il matching e la ricerca di posizioni disponibili.

Lo stesso Movimento 5 Stelle nazionale ha presentato da tempo un progetto di riforma dei Centri per l’Impiego, che, viceversa, ad oggi, si distinguono soltanto per inefficienza.

Mentre si presenta la futura digitalizzazione, intanto, impazzano le raccomandazioni, deplorevole fenomeno per il quale l’Umbria è tra le peggiori regioni d’Italia, secondo l’ISTAT.

Occorre invece creare un meccanismo culturalmente nuovo, virtuoso e incisivo di incontro tra domanda e offerta di lavoro, strumento utile anche a prevenire il fenomeno dei NEET (coloro che non lavorano e non cercano occupazione perché scoraggiati). Ampio sarebbe poi il discorso sul perché l’Umbria non solo risulti tutt’altro che attrattiva per nuove imprese, ma la Regione non sia nemmeno in grado di offrire una risposta politica-amministrativa tale da creare lavoro vero e qualificato, mentre note maxicooperative, porta girevole del partito, sono ormai gonfie di appalti e risorse pubbliche, grazie a bandi milionari talora sartorialmente cuciti loro addosso -quando poi tali bandi fossero mai stati redatti e non scaduti.

Non è più tollerabile, soprattutto in questa emergenza occupazionale che stiamo vivendo, che la ricerca di un lavoro diventi una Odissea, né che i soliti furbetti da strapaese proseguano con i vecchi metodi di dissanguamento delle risorse collettive, come nulla fosse